Aggiornato 2026

Calcola le tue tasse
in regime forfettario

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Aggiornato a marzo 2026 — Legge di Bilancio 2026

Dati principali
Quanto fatturi (IVA esclusa)
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Inserisci il totale delle tue fatture, IVA esclusa (nel forfettario non si applica IVA). Può essere riferito all'anno, al mese, o a qualsiasi periodo — il risultato sarà proporzionale.
EUR
Categoria ATECO
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Il codice ATECO identifica la tua attività. Ogni categoria ha un "coefficiente di redditività": la quota del fatturato che viene considerata reddito imponibile.
Gestione previdenziale
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Dipende dall'attività: i freelance generalmente usano la Gestione Separata INPS. Artigiani e commercianti hanno un regime con quota fissa + variabile.
Opzioni
Aliquota agevolata 5%
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Per i primi 5 anni di attività, se non hai mai avuto P.IVA e l'attività non è prosecuzione di lavoro dipendente.
Riduzione INPS 35%
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Richiedibile al primo anno di attività (Gestione Separata). Riduce i contributi ma anche le tutele previdenziali future.
Mostra acconti
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Visualizza le scadenze di pagamento: saldo giugno e acconto novembre. Utile per pianificare la liquidità.
Ho reddito da dipendente
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Se superi €30.000/anno da lavoro dipendente non puoi aderire al forfettario. Anche la pensione conta.
Riepilogo fiscale
🧮
Inserisci il fatturato e seleziona la categoria ATECO.

Come funziona il calcolo delle tasse nel regime forfettario

Questo calcolatore tasse forfettario applica le regole del regime agevolato (Legge n. 190/2014 e Legge di Bilancio 2026) in tre passaggi precisi:

  1. Reddito = Fatturato × Coefficiente di redditività ATECO
  2. Reddito imponibile = Reddito − Contributi INPS versati nell'anno
  3. Imposta sostitutiva = Reddito imponibile × 15% (oppure 5% per le nuove attività nei primi 5 anni)
  4. Netto in tasca = Fatturato − Contributi INPS − Imposta sostitutiva

Esempio concreto: un consulente con €40.000 di fatturato e coefficiente 78% ha un reddito di €31.200. Versando €8.184 di contributi INPS (26,23%), il reddito imponibile scende a €23.016. L'imposta sostitutiva al 15% è €3.452. Il netto finale è circa €28.364 — cioè circa il 71% del fatturato lordo.

Perché il coefficiente ATECO non è la stessa cosa delle spese reali. Nel regime forfettario non puoi dedurre le spese effettivamente sostenute (attrezzature, affitti, software, trasferte). Il coefficiente di redditività sostituisce qualsiasi deduzione: rappresenta una quota fissa di "costi presunti" stabilita per legge in base alla categoria di attività. Se le tue spese reali sono inferiori al forfait, ci guadagni; se sono superiori, potresti pagare più tasse rispetto al regime ordinario.

A cosa serve questo calcolatore. Il simulatore forfettario ti permette di stimare in pochi secondi imposta sostitutiva, contributi INPS e netto in tasca per qualsiasi livello di fatturato. Puoi anche simulare il primo anno (aliquota 5%), confrontare diverse gestioni previdenziali e calcolare gli acconti da mettere da parte a giugno e novembre.

A differenza del regime ordinario, nel forfettario non si pagano IRPEF, addizionali regionali e comunali, né IRAP. Non si applica IVA nelle fatture e la contabilità è drasticamente semplificata.

Tabella coefficienti di redditività per codice ATECO

Il coefficiente di redditività determina quanto del tuo fatturato viene tassato: è la percentuale fissa di fatturato considerata come reddito, al posto delle spese reali. Più è basso, meno imposta paghi a parità di fatturato.

Gruppo di attivitàCodici ATECOCoefficienteProfessioni tipiche
Costruzioni e attività immobiliari41–43, 6886%Costruttori edili, agenti immobiliari, geometri autonomi
Professioni tecniche, scientifiche, sanitarie, istruzione, finanza64–66, 69–75, 85–8878%Avvocati, architetti, ingegneri, medici, psicologi, consulenti, formatori, commercialisti
Altre attività (manifattura, trasporti, ICT, servizi)01–43, 49–63, 77–82, 90–9967%Sviluppatori, designer, fotografi, traduttori, artigiani, autotrasportatori, content creator
Intermediari del commercio46.162%Agenti di commercio, rappresentanti, procacciatori d'affari
Commercio ambulante non alimentare47.82–47.8954%Venditori ambulanti di abbigliamento, accessori, articoli vari
Commercio al dettaglio, ristorazione, alloggio, alimentari45–47, 55–56, 10–1140%Negozi al dettaglio, e-commerce, ristoratori, bar, B&B, produttori alimentari

Fonte: Allegato 4, Legge n. 190/2014, aggiornato alla Legge di Bilancio 2026.

Non sei sicuro del tuo codice ATECO? Puoi cercarlo sul classificatore ufficiale ATECO di ISTAT oppure verificarlo nella tua visura camerale o nella dichiarazione di inizio attività (modello AA9/12).

Contributi INPS nel regime forfettario 2026

Nel regime forfettario i contributi previdenziali si versano separatamente dall'imposta sostitutiva e vengono dedotti al 100% dal reddito prima di calcolare l'imposta. Questo significa che più contributi versi, meno imposta paghi.

Gestione previdenzialeAliquota 2026Contributo minimoA chi si applica
Gestione Separata INPS26,23%Nessun minimo fissoFreelance, consulenti, lavoratori autonomi senza cassa professionale
Artigiani~24% (fisso + variabile)~€ 4.500/annoAttività artigianali: impianti, edilizia, riparazione, manifattura
Commercianti~24,48% (fisso + variabile)~€ 4.500/annoCommercio al dettaglio, e-commerce, ristorazione, alloggio
Casse professionali12%–20% (variabile)Dipende dalla cassaAvvocati (Cassa Forense), medici (ENPAM), architetti/ingegneri (Inarcassa), ecc.

Chi versa a una cassa professionale non versa anche alla Gestione Separata INPS. Le due gestioni sono alternative.

Per le nuove attività iscritte alla Gestione Separata, è possibile richiedere la riduzione del 35% sui contributi per i primi 3 anni. La riduzione si somma al vantaggio dell'aliquota 5% sull'imposta sostitutiva.

Scadenze fiscali e pagamento delle tasse nel regime forfettario

Le tasse si versano tramite modello F24 in tre appuntamenti fissi nel corso dell'anno. Il meccanismo si basa su saldo dell'anno precedente più acconti per l'anno in corso.

30 giugno
Saldo + 1° acconto
• Saldo imposta anno precedente
• 1° acconto imposta (40%)
• 1° acconto INPS (40%)
Oppure 31 luglio con +0,4%
31 luglio
Alternativa con maggiorazione
• Stesse voci del 30 giugno
• Maggiorazione 0,4%
• Utile se si ha bisogno di un mese in più di liquidità
30 novembre
2° acconto
• 2° acconto imposta sostitutiva (60%)
• 2° acconto INPS (60%)
• Saldo INPS artigiani/commercianti (ove dovuto)

Il primo anno di attività è speciale: non si versano acconti perché non esiste un'imposta di riferimento dell'anno precedente. Si paga solo il saldo entro il 30 giugno dell'anno successivo. Dal secondo anno in poi scatta il meccanismo degli acconti.

Formula acconti: Acconto = Imposta anno precedente × 100% (40% a giugno + 60% a novembre). Stessa logica si applica ai contributi INPS.

Esempi pratici per professione

12 calcoli concreti per le categorie più comuni, con aliquota ordinaria 15%. La gestione previdenziale varia: GS = Gestione Separata INPS (26,23%), Artigiani (~24%), Commercianti (~24,48%), Cassa = cassa professionale (~15% medio).

🎨 Web Designer / Grafico
Fatturato€ 30.000
Coeff. (74.1) · GS67%
INPS ~26,23%− €5.260
Imposta 15%− €2.220
Netto in tasca≈ €22.520
💻 Sviluppatore Software
Fatturato€ 50.000
Coeff. (62.0) · GS67%
INPS ~26,23%− €8.760
Imposta 15%− €3.779
Netto in tasca≈ €37.461
📝 Consulente / Coach
Fatturato€ 40.000
Coeff. (70.2) · GS78%
INPS ~26,23%− €7.000
Imposta 15%− €3.180
Netto in tasca≈ €29.820
🛒 Negozio al dettaglio
Fatturato€ 60.000
Coeff. (47.x) · Comm.40%
INPS commercianti− €6.288
Imposta 15%− €2.610
Netto in tasca≈ €51.102
📸 Fotografo / Videomaker
Fatturato€ 35.000
Coeff. (74.2) · GS67%
INPS ~26,23%− €6.150
Imposta 15%− €2.595
Netto in tasca≈ €26.255
🤝 Agente di commercio
Fatturato€ 50.000
Coeff. (46.1) · GS62%
INPS ~26,23%− €8.130
Imposta 15%− €3.430
Netto in tasca≈ €38.440
🔧 Artigiano (impianti/edilizia)
Fatturato€ 45.000
Coeff. (43.x) · Art.67%
INPS artigiani ~24%− €7.240
Imposta 15%− €3.437
Netto in tasca≈ €34.323
⚖️ Avvocato / Professionista
Fatturato€ 60.000
Coeff. (69.1) · Cassa78%
Cassa prof. ~15%− €7.020
Imposta 15%− €5.967
Netto in tasca≈ €47.013
📱 Content creator / Social
Fatturato€ 25.000
Coeff. (73.1) · GS67%
INPS ~26,23%− €4.394
Imposta 15%− €1.853
Netto in tasca≈ €18.753
🌐 Traduttore / Interprete
Fatturato€ 32.000
Coeff. (74.3) · GS67%
INPS ~26,23%− €5.625
Imposta 15%− €2.372
Netto in tasca≈ €24.003
🍕 Ristoratore / Chef
Fatturato€ 70.000
Coeff. (56.x) · Comm.40%
INPS commercianti− €6.854
Imposta 15%− €3.172
Netto in tasca≈ €59.974
🏗️ Agente immobiliare
Fatturato€ 55.000
Coeff. (68.3) · GS86%
INPS ~26,23%− €12.407
Imposta 15%− €5.234
Netto in tasca≈ €37.359

Requisiti e limiti del regime forfettario 2026

Per accedere e mantenere il regime forfettario nel 2026 devono essere soddisfatte contemporaneamente tutte le seguenti condizioni:

Posso accedere al forfettario? Alcuni scenari comuni:

ScenarioAccesso al forfettario
Fatturato anno precedente €70.000✅ Sì
Fatturato anno precedente €90.000❌ No — fuori dalla soglia €85.000
Dipendente con reddito €25.000 lordi + P.IVA✅ Sì — sotto il limite €30.000
Dipendente con reddito €35.000 lordi + P.IVA❌ No — supera il limite €30.000
Pensionato con pensione €20.000 annui✅ Sì — la pensione conta come reddito assimilato
Socio operativo in SRL nel medesimo settore❌ No — causa di esclusione
Dipendente che fattura allo stesso datore di lavoro⚠️ Dipende — vietato se prevalente o stesso datore anno corrente/precedente

Confronto: regime forfettario vs regime ordinario

Panoramica qualitativa delle principali differenze tra i due regimi fiscali.

AspettoForfettarioOrdinario
Imposta sul reddito5–15% flatIRPEF 23–43% progressiva
IVANon si applica22% standard (da versare)
Addizionali regionali/comunaliEsenti1–3,33% sul reddito
IRAPEsenteDovuta in alcuni casi
ContabilitàSemplificataCompleta (registri IVA, ecc.)
Deducibilità costi realiNo (solo forfait)Sì, al 100%
Detrazioni IRPEFNon applicabiliSì (mutuo, spese mediche…)
Limite fatturato€85.000Nessun limite

Confronto numerico su un profilo consulente (coeff. 78%, Gestione Separata INPS, nessun costo deducibile nel regime ordinario). Valori arrotondati a €50.

FatturatoTasse forfettarioNetto forfettarioTasse ordinario (stima)Netto ordinarioRisparmio
€ 30.000~€ 8.700 (29%)~€ 21.300~€ 11.900 (40%)~€ 18.100+€ 3.200
€ 50.000~€ 14.550 (29%)~€ 35.450~€ 17.400 (35%)~€ 32.600+€ 2.850
€ 70.000~€ 20.350 (29%)~€ 49.650~€ 25.650 (37%)~€ 44.350+€ 5.300

Stima semplificata: regime ordinario include IRPEF (aliquote 2026: 23% fino a €28.000, 35% fino a €50.000, 43% oltre) + addizionali ~1,5% + stessa INPS GS. Senza costi deducibili nel regime ordinario.

Quando il forfettario potrebbe non convenire:

Basi normative e aggiornamenti 2026

Questo calcolatore applica le regole fiscali vigenti per il regime forfettario, basandosi sulle seguenti fonti normative ufficiali.

✅ Ultimo aggiornamento: marzo 2026

Cosa è cambiato nel 2026 rispetto al 2025: il limite di fatturato rimane fermo a €85.000. Le aliquote INPS della Gestione Separata (26,23%) e il meccanismo degli acconti sono confermati. L'aliquota dell'imposta sostitutiva per i nuovi forfettari rimane al 5% per i primi 5 anni.

⚠️ I risultati di questo calcolatore sono indicativi. Per situazioni specifiche (casse professionali, redditi misti, anno di ingresso/uscita) si raccomanda di consultare un commercialista o un consulente fiscale.

Domande frequenti sul regime forfettario

Cos'è esattamente il regime forfettario?

Il regime forfettario è un sistema fiscale agevolato introdotto dalla Legge n. 190/2014 per le partite IVA con ricavi annui fino a €85.000. Prevede una tassazione flat del 15% (o 5% per i nuovi nei primi 5 anni) sul reddito imponibile, calcolato moltiplicando il fatturato per un coefficiente predefinito per categoria ATECO. Non si applica l'IVA, non si pagano IRPEF, addizionali regionali e comunali, né IRAP.

Qual è il limite di fatturato nel regime forfettario 2026?

Il limite è €85.000. Se si supera questa soglia ma si resta sotto €100.000, si fuoriesce dal regime dall'anno successivo. Superando €100.000 in corso d'anno si fuoriesce immediatamente: bisogna applicare l'IVA dalla fattura che ha portato al superamento della soglia.

Quando si applica l'aliquota del 5% invece del 15%?

L'aliquota ridotta del 5% si applica per i primi 5 anni di attività, a condizione che non si abbia esercitato attività artistica, professionale o d'impresa nei 3 anni precedenti, e che la nuova attività non sia la prosecuzione di un lavoro dipendente o autonomo precedente svolto per lo stesso committente.

Come funzionano i contributi INPS nel regime forfettario?

Gestione Separata INPS (freelance e consulenti senza cassa): aliquota 26,23% sul reddito. Artigiani e Commercianti: contributo fisso annuo (~€4.500) più una quota variabile sul reddito eccedente la soglia minima. Casse professionali (avvocati, medici, architetti…): si versa alla propria cassa con aliquote tra il 12% e il 20%. In tutti i casi, i contributi versati sono deducibili al 100% prima di calcolare l'imposta sostitutiva.

Quando si pagano le tasse e i contributi con la partita IVA forfettaria?

30 giugno: saldo anno precedente + 1° acconto imposta (40%) + 1° acconto INPS (40%). 31 luglio: stesse voci con maggiorazione 0,4%. 30 novembre: 2° acconto imposta (60%) + 2° acconto INPS (60%). Nel primo anno di attività non si versano acconti.

Posso avere P.IVA forfettaria e lavorare anche come dipendente?

Sì, ma il reddito da lavoro dipendente (o assimilato, incluse le pensioni) non deve superare €30.000 lordi annui. Superata questa soglia non è possibile accedere né mantenere il regime forfettario. La verifica va fatta ogni anno.

Cosa succede se supero gli €85.000 di fatturato?

Tra €85.000 e €100.000: fuorisci dal regime dall'anno successivo. Oltre €100.000 in corso d'anno: fuorisci immediatamente — devi applicare l'IVA dalla fattura che ha superato la soglia, anche se emessa a metà anno.

Il regime forfettario conviene sempre?

Non necessariamente. Conviene molto per i freelance digitali, consulenti e professionisti con pochi costi. Può essere meno vantaggioso se hai spese elevate (attrezzature, affitti, collaboratori) che nel regime ordinario sarebbero deducibili al 100%, o se hai detrazioni IRPEF rilevanti come interessi sul mutuo o spese mediche.

I professionisti con cassa previdenziale possono usare il forfettario?

Sì. Chi è iscritto a una cassa previdenziale obbligatoria (Cassa Forense per avvocati, ENPAM per medici, Inarcassa per architetti e ingegneri…) non versa alla Gestione Separata INPS ma alla propria cassa, con aliquote generalmente tra il 12% e il 20%. I contributi sono comunque deducibili al 100% prima dell'imposta sostitutiva.

Come funzionano gli acconti dell'imposta sostitutiva?

Se l'imposta dell'anno precedente supera €51,65, devi versare acconti pari al 100% dell'imposta: 40% entro il 30 giugno e 60% entro il 30 novembre. La stessa logica si applica ai contributi INPS. Nel primo anno di attività non si versano acconti di nessun tipo.

Cosa significa esattamente "coefficiente di redditività"?

Il coefficiente di redditività è una percentuale fissa stabilita dalla legge per ciascun gruppo di codici ATECO. Rappresenta la quota del fatturato considerata come reddito, al netto dei costi presunti. Non puoi dedurre le spese reali: il coefficiente le sostituisce in modo forfettario. Un coefficiente del 78% significa che il fisco tassa il 78% del tuo fatturato, indipendentemente da quanto hai speso davvero.

Posso dedurre le spese nel regime forfettario?

No, nel regime forfettario non è possibile dedurre le spese professionali reali (attrezzature, software, affitti, trasferte, ecc.). I costi sono già "inclusi" forfettariamente nel coefficiente di redditività. L'unica deduzione ammessa è quella dei contributi previdenziali versati nell'anno (INPS o cassa professionale), che riducono direttamente la base imponibile dell'imposta sostitutiva.

Devo applicare la ritenuta d'acconto sulle mie fatture?

No. I contribuenti in regime forfettario sono esclusi sia dall'applicazione della ritenuta d'acconto sulle fatture emesse, sia dalla subìta da parte dei committenti. In fattura devi indicare la dicitura: "Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54–89, Legge 190/2014 — Regime forfettario. Operazione non soggetta a ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, comma 67, Legge 190/2014."

Posso avere dipendenti o collaboratori con partita IVA forfettaria?

Puoi avere collaboratori, ma le spese per lavoro dipendente e parasubordinato non devono superare €20.000 lordi annui. Superata questa soglia nell'anno precedente, si perde l'accesso al regime forfettario. I compensi a professionisti autonomi (con P.IVA) non rientrano in questo limite.

Come si calcola il primo anno di attività con il forfettario?

Nel primo anno di attività non si versano acconti di imposta sostitutiva né acconti INPS, perché non esiste un'imposta dell'anno precedente da prendere come riferimento. Si paga solo il saldo a fine anno, entro il 30 giugno dell'anno successivo. Dal secondo anno in poi scatta l'obbligo degli acconti (se l'imposta supera €51,65).

Posso rientrare nel regime forfettario dopo esserne uscito?

Sì, non esiste un periodo minimo di attesa. È sufficiente che nell'anno in cui si vuole rientrare siano rispettati tutti i requisiti di accesso: fatturato sotto €85.000, reddito da dipendente sotto €30.000, spese per collaboratori sotto €20.000, e assenza di partecipazioni in società correlate. L'aliquota del 5% non si recupera una seconda volta.

Come funziona il bollo virtuale da €2 sulle fatture forfettarie?

Le fatture elettroniche in regime forfettario di importo superiore a €77,47 sono soggette all'imposta di bollo di €2. Il bollo non si applica fisicamente sulla fattura, ma viene versato trimestralmente in modo virtuale tramite il portale dell'Agenzia delle Entrate (sezione "Fatture e Corrispettivi"). L'Agenzia calcola automaticamente l'importo dovuto sulla base delle fatture emesse.

Forfettario e redditi da locazione: sono compatibili?

Sì. I redditi da locazione di immobili non sono considerati ricavi d'impresa e non rientrano nel calcolo del fatturato forfettario. Non influiscono sul limite dei €85.000 e non compromettono l'accesso al regime. Vengono tassati separatamente con cedolare secca (21% o 10%) o IRPEF ordinaria, a seconda della scelta del contribuente.

Posso emettere fattura a clienti esteri (UE e extra-UE)?

Sì, il regime forfettario è pienamente compatibile con la fatturazione estera. Per le prestazioni di servizi a soggetti passivi UE (B2B) occorre iscriversi al VIES e la fattura non include IVA italiana (inversione contabile). Per le prestazioni a privati UE (B2C) con importi bassi si applicano regole ordinarie. Per i clienti extra-UE non ci sono particolari adempimenti aggiuntivi per i servizi.

Cosa si intende per "aliquota effettiva" nel regime forfettario?

L'aliquota effettiva è l'incidenza reale del totale tasse (imposta sostitutiva + contributi INPS) rispetto al fatturato lordo. È sempre inferiore all'aliquota nominale del 15% perché si calcola su una base ridotta dal coefficiente ATECO e dai contributi. Per un consulente con €50.000 di fatturato, l'aliquota effettiva totale (INPS + imposta) è circa il 29%, non il 15%.

Il regime forfettario vale anche per chi ha già una pensione?

Sì, i pensionati possono aprire partita IVA in regime forfettario. La pensione è considerata reddito assimilato a quello da lavoro dipendente: se supera €30.000 lordi annui, si perde il diritto al regime forfettario. Sotto questa soglia, pensione e partita IVA forfettaria sono perfettamente compatibili.

Come funziona l'uscita dal forfettario se supero €85.000?

Se superi €85.000 ma resti sotto €100.000: il regime forfettario cessa dall'1 gennaio dell'anno successivo. Se superi €100.000 in corso d'anno: cessazione immediata — devi applicare l'IVA dalla fattura che ha causato il superamento, anche se emessa a luglio. In entrambi i casi dovrai adottare il regime ordinario (o semplificato) e aprire i registri IVA.

Forfettario e detrazioni IRPEF o superbonus: posso usarle?

No. Chi è in regime forfettario non paga IRPEF ordinaria, quindi non può usare le detrazioni IRPEF: interessi sul mutuo prima casa, spese mediche, ristrutturazioni, superbonus, ecobonus. Se hai detrazioni rilevanti, questo è uno degli svantaggi concreti del forfettario rispetto al regime ordinario. Fanno eccezione le detrazioni applicabili a redditi diversi (es. redditi da locazione in cedolare secca).

Come si dichiara il reddito forfettario se ho anche redditi da lavoro dipendente?

I redditi forfettari si dichiarano nel Modello Redditi PF (quadro LM), separatamente dai redditi da lavoro dipendente (quadro RC). I due redditi non si sommano per l'IRPEF: il reddito forfettario sconta solo l'imposta sostitutiva del 15% (o 5%), mentre il reddito da dipendente è tassato con le aliquote IRPEF progressive. Non si compila il 730 se si ha solo reddito forfettario.

Quali sono i requisiti del regime forfettario 2026 in sintesi?

I principali requisiti per il 2026 sono: (1) ricavi anno precedente non superiori a €85.000; (2) redditi da lavoro dipendente o pensione non superiori a €30.000 lordi; (3) spese per dipendenti e collaboratori coordinati non superiori a €20.000 lordi; (4) nessuna partecipazione in società di persone o SRL con attività correlata; (5) nessuna cessione prevalente al datore di lavoro attuale o dei due anni precedenti. Tutti i requisiti devono essere soddisfatti contemporaneamente.