Calcola le tue tasse
in regime forfettario
Inserisci quanto fatturi e scopri subito quanto pagherai di tasse, contributi e il tuo netto reale.
Aggiornato a marzo 2026 — Legge di Bilancio 2026
Come funziona il calcolo delle tasse nel regime forfettario
Questo calcolatore tasse forfettario applica le regole del regime agevolato (Legge n. 190/2014 e Legge di Bilancio 2026) in tre passaggi precisi:
- Reddito = Fatturato × Coefficiente di redditività ATECO
- Reddito imponibile = Reddito − Contributi INPS versati nell'anno
- Imposta sostitutiva = Reddito imponibile × 15% (oppure 5% per le nuove attività nei primi 5 anni)
- Netto in tasca = Fatturato − Contributi INPS − Imposta sostitutiva
Esempio concreto: un consulente con €40.000 di fatturato e coefficiente 78% ha un reddito di €31.200. Versando €8.184 di contributi INPS (26,23%), il reddito imponibile scende a €23.016. L'imposta sostitutiva al 15% è €3.452. Il netto finale è circa €28.364 — cioè circa il 71% del fatturato lordo.
Perché il coefficiente ATECO non è la stessa cosa delle spese reali. Nel regime forfettario non puoi dedurre le spese effettivamente sostenute (attrezzature, affitti, software, trasferte). Il coefficiente di redditività sostituisce qualsiasi deduzione: rappresenta una quota fissa di "costi presunti" stabilita per legge in base alla categoria di attività. Se le tue spese reali sono inferiori al forfait, ci guadagni; se sono superiori, potresti pagare più tasse rispetto al regime ordinario.
A cosa serve questo calcolatore. Il simulatore forfettario ti permette di stimare in pochi secondi imposta sostitutiva, contributi INPS e netto in tasca per qualsiasi livello di fatturato. Puoi anche simulare il primo anno (aliquota 5%), confrontare diverse gestioni previdenziali e calcolare gli acconti da mettere da parte a giugno e novembre.
A differenza del regime ordinario, nel forfettario non si pagano IRPEF, addizionali regionali e comunali, né IRAP. Non si applica IVA nelle fatture e la contabilità è drasticamente semplificata.
Tabella coefficienti di redditività per codice ATECO
Il coefficiente di redditività determina quanto del tuo fatturato viene tassato: è la percentuale fissa di fatturato considerata come reddito, al posto delle spese reali. Più è basso, meno imposta paghi a parità di fatturato.
| Gruppo di attività | Codici ATECO | Coefficiente | Professioni tipiche |
|---|---|---|---|
| Costruzioni e attività immobiliari | 41–43, 68 | 86% | Costruttori edili, agenti immobiliari, geometri autonomi |
| Professioni tecniche, scientifiche, sanitarie, istruzione, finanza | 64–66, 69–75, 85–88 | 78% | Avvocati, architetti, ingegneri, medici, psicologi, consulenti, formatori, commercialisti |
| Altre attività (manifattura, trasporti, ICT, servizi) | 01–43, 49–63, 77–82, 90–99 | 67% | Sviluppatori, designer, fotografi, traduttori, artigiani, autotrasportatori, content creator |
| Intermediari del commercio | 46.1 | 62% | Agenti di commercio, rappresentanti, procacciatori d'affari |
| Commercio ambulante non alimentare | 47.82–47.89 | 54% | Venditori ambulanti di abbigliamento, accessori, articoli vari |
| Commercio al dettaglio, ristorazione, alloggio, alimentari | 45–47, 55–56, 10–11 | 40% | Negozi al dettaglio, e-commerce, ristoratori, bar, B&B, produttori alimentari |
Fonte: Allegato 4, Legge n. 190/2014, aggiornato alla Legge di Bilancio 2026.
Non sei sicuro del tuo codice ATECO? Puoi cercarlo sul classificatore ufficiale ATECO di ISTAT oppure verificarlo nella tua visura camerale o nella dichiarazione di inizio attività (modello AA9/12).
Contributi INPS nel regime forfettario 2026
Nel regime forfettario i contributi previdenziali si versano separatamente dall'imposta sostitutiva e vengono dedotti al 100% dal reddito prima di calcolare l'imposta. Questo significa che più contributi versi, meno imposta paghi.
| Gestione previdenziale | Aliquota 2026 | Contributo minimo | A chi si applica |
|---|---|---|---|
| Gestione Separata INPS | 26,23% | Nessun minimo fisso | Freelance, consulenti, lavoratori autonomi senza cassa professionale |
| Artigiani | ~24% (fisso + variabile) | ~€ 4.500/anno | Attività artigianali: impianti, edilizia, riparazione, manifattura |
| Commercianti | ~24,48% (fisso + variabile) | ~€ 4.500/anno | Commercio al dettaglio, e-commerce, ristorazione, alloggio |
| Casse professionali | 12%–20% (variabile) | Dipende dalla cassa | Avvocati (Cassa Forense), medici (ENPAM), architetti/ingegneri (Inarcassa), ecc. |
Chi versa a una cassa professionale non versa anche alla Gestione Separata INPS. Le due gestioni sono alternative.
Per le nuove attività iscritte alla Gestione Separata, è possibile richiedere la riduzione del 35% sui contributi per i primi 3 anni. La riduzione si somma al vantaggio dell'aliquota 5% sull'imposta sostitutiva.
Scadenze fiscali e pagamento delle tasse nel regime forfettario
Le tasse si versano tramite modello F24 in tre appuntamenti fissi nel corso dell'anno. Il meccanismo si basa su saldo dell'anno precedente più acconti per l'anno in corso.
• 1° acconto imposta (40%)
• 1° acconto INPS (40%)
Oppure 31 luglio con +0,4%
• Maggiorazione 0,4%
• Utile se si ha bisogno di un mese in più di liquidità
• 2° acconto INPS (60%)
• Saldo INPS artigiani/commercianti (ove dovuto)
Il primo anno di attività è speciale: non si versano acconti perché non esiste un'imposta di riferimento dell'anno precedente. Si paga solo il saldo entro il 30 giugno dell'anno successivo. Dal secondo anno in poi scatta il meccanismo degli acconti.
Formula acconti: Acconto = Imposta anno precedente × 100% (40% a giugno + 60% a novembre). Stessa logica si applica ai contributi INPS.
Esempi pratici per professione
12 calcoli concreti per le categorie più comuni, con aliquota ordinaria 15%. La gestione previdenziale varia: GS = Gestione Separata INPS (26,23%), Artigiani (~24%), Commercianti (~24,48%), Cassa = cassa professionale (~15% medio).
Requisiti e limiti del regime forfettario 2026
Per accedere e mantenere il regime forfettario nel 2026 devono essere soddisfatte contemporaneamente tutte le seguenti condizioni:
- Ricavi o compensi dell'anno precedente non superiori a €85.000. Superando €100.000 in corso d'anno si fuoriesce immediatamente.
- Spese per lavoratori dipendenti, collaboratori coordinati e parasubordinati non superiori a €20.000 lordi nell'anno precedente.
- Redditi da lavoro dipendente o assimilato (incluse pensioni) non superiori a €30.000 lordi annui. Questa verifica va fatta ogni anno.
- Non detenere, direttamente o indirettamente, partecipazioni in società di persone, associazioni professionali o SRL che svolgano attività economicamente riconducibile a quella della partita IVA.
- Non aver ceduto beni o prestato servizi, in via prevalente, nei confronti del datore di lavoro attuale o dei due anni precedenti.
- Non essere titolare di un'altra partita IVA attiva nel triennio precedente, se si vuole applicare l'aliquota del 5%.
Posso accedere al forfettario? Alcuni scenari comuni:
| Scenario | Accesso al forfettario |
|---|---|
| Fatturato anno precedente €70.000 | ✅ Sì |
| Fatturato anno precedente €90.000 | ❌ No — fuori dalla soglia €85.000 |
| Dipendente con reddito €25.000 lordi + P.IVA | ✅ Sì — sotto il limite €30.000 |
| Dipendente con reddito €35.000 lordi + P.IVA | ❌ No — supera il limite €30.000 |
| Pensionato con pensione €20.000 annui | ✅ Sì — la pensione conta come reddito assimilato |
| Socio operativo in SRL nel medesimo settore | ❌ No — causa di esclusione |
| Dipendente che fattura allo stesso datore di lavoro | ⚠️ Dipende — vietato se prevalente o stesso datore anno corrente/precedente |
Confronto: regime forfettario vs regime ordinario
Panoramica qualitativa delle principali differenze tra i due regimi fiscali.
| Aspetto | Forfettario | Ordinario |
|---|---|---|
| Imposta sul reddito | 5–15% flat | IRPEF 23–43% progressiva |
| IVA | Non si applica | 22% standard (da versare) |
| Addizionali regionali/comunali | Esenti | 1–3,33% sul reddito |
| IRAP | Esente | Dovuta in alcuni casi |
| Contabilità | Semplificata | Completa (registri IVA, ecc.) |
| Deducibilità costi reali | No (solo forfait) | Sì, al 100% |
| Detrazioni IRPEF | Non applicabili | Sì (mutuo, spese mediche…) |
| Limite fatturato | €85.000 | Nessun limite |
Confronto numerico su un profilo consulente (coeff. 78%, Gestione Separata INPS, nessun costo deducibile nel regime ordinario). Valori arrotondati a €50.
| Fatturato | Tasse forfettario | Netto forfettario | Tasse ordinario (stima) | Netto ordinario | Risparmio |
|---|---|---|---|---|---|
| € 30.000 | ~€ 8.700 (29%) | ~€ 21.300 | ~€ 11.900 (40%) | ~€ 18.100 | +€ 3.200 |
| € 50.000 | ~€ 14.550 (29%) | ~€ 35.450 | ~€ 17.400 (35%) | ~€ 32.600 | +€ 2.850 |
| € 70.000 | ~€ 20.350 (29%) | ~€ 49.650 | ~€ 25.650 (37%) | ~€ 44.350 | +€ 5.300 |
Stima semplificata: regime ordinario include IRPEF (aliquote 2026: 23% fino a €28.000, 35% fino a €50.000, 43% oltre) + addizionali ~1,5% + stessa INPS GS. Senza costi deducibili nel regime ordinario.
Quando il forfettario potrebbe non convenire:
- Costi elevati reali: se spendi molto in attrezzature, software, affitti, collaboratori o materie prime, il regime ordinario permette di dedurli al 100%, riducendo il reddito imponibile IRPEF. Con costi superiori al coefficiente forfettario potresti pagare meno nel regime ordinario.
- Detrazioni IRPEF significative: nel forfettario non si accede alle detrazioni per interessi sul mutuo prima casa, spese mediche, ristrutturazioni o superbonus. Chi ha detrazioni importanti potrebbe preferire il regime ordinario per recuperarle.
- Dipendenti o collaboratori: chi impiega personale con costi superiori a €20.000 annui è automaticamente escluso dal forfettario.
- Fatturato vicino o sopra €85.000: avvicinarsi alla soglia richiede gestione attenta per evitare il cambio di regime improvviso.
Basi normative e aggiornamenti 2026
Questo calcolatore applica le regole fiscali vigenti per il regime forfettario, basandosi sulle seguenti fonti normative ufficiali.
- 📄 Legge n. 190/2014 (Legge di Stabilità 2015) — istituzione del regime forfettario, Allegato 4 coefficienti ATECO
- 🏛️ Regime forfettario — Agenzia delle Entrate — guida ufficiale, requisiti, esclusioni, adempimenti
- 🔵 Gestione Separata INPS — aliquote contributive, scadenze, modalità di versamento
- 📋 Circolare n. 9/E del 2019 — Agenzia delle Entrate — chiarimenti applicativi sul regime forfettario
Cosa è cambiato nel 2026 rispetto al 2025: il limite di fatturato rimane fermo a €85.000. Le aliquote INPS della Gestione Separata (26,23%) e il meccanismo degli acconti sono confermati. L'aliquota dell'imposta sostitutiva per i nuovi forfettari rimane al 5% per i primi 5 anni.
⚠️ I risultati di questo calcolatore sono indicativi. Per situazioni specifiche (casse professionali, redditi misti, anno di ingresso/uscita) si raccomanda di consultare un commercialista o un consulente fiscale.
Domande frequenti sul regime forfettario
Cos'è esattamente il regime forfettario?
Il regime forfettario è un sistema fiscale agevolato introdotto dalla Legge n. 190/2014 per le partite IVA con ricavi annui fino a €85.000. Prevede una tassazione flat del 15% (o 5% per i nuovi nei primi 5 anni) sul reddito imponibile, calcolato moltiplicando il fatturato per un coefficiente predefinito per categoria ATECO. Non si applica l'IVA, non si pagano IRPEF, addizionali regionali e comunali, né IRAP.
Qual è il limite di fatturato nel regime forfettario 2026?
Il limite è €85.000. Se si supera questa soglia ma si resta sotto €100.000, si fuoriesce dal regime dall'anno successivo. Superando €100.000 in corso d'anno si fuoriesce immediatamente: bisogna applicare l'IVA dalla fattura che ha portato al superamento della soglia.
Quando si applica l'aliquota del 5% invece del 15%?
L'aliquota ridotta del 5% si applica per i primi 5 anni di attività, a condizione che non si abbia esercitato attività artistica, professionale o d'impresa nei 3 anni precedenti, e che la nuova attività non sia la prosecuzione di un lavoro dipendente o autonomo precedente svolto per lo stesso committente.
Come funzionano i contributi INPS nel regime forfettario?
Gestione Separata INPS (freelance e consulenti senza cassa): aliquota 26,23% sul reddito. Artigiani e Commercianti: contributo fisso annuo (~€4.500) più una quota variabile sul reddito eccedente la soglia minima. Casse professionali (avvocati, medici, architetti…): si versa alla propria cassa con aliquote tra il 12% e il 20%. In tutti i casi, i contributi versati sono deducibili al 100% prima di calcolare l'imposta sostitutiva.
Quando si pagano le tasse e i contributi con la partita IVA forfettaria?
30 giugno: saldo anno precedente + 1° acconto imposta (40%) + 1° acconto INPS (40%). 31 luglio: stesse voci con maggiorazione 0,4%. 30 novembre: 2° acconto imposta (60%) + 2° acconto INPS (60%). Nel primo anno di attività non si versano acconti.
Posso avere P.IVA forfettaria e lavorare anche come dipendente?
Sì, ma il reddito da lavoro dipendente (o assimilato, incluse le pensioni) non deve superare €30.000 lordi annui. Superata questa soglia non è possibile accedere né mantenere il regime forfettario. La verifica va fatta ogni anno.
Cosa succede se supero gli €85.000 di fatturato?
Tra €85.000 e €100.000: fuorisci dal regime dall'anno successivo. Oltre €100.000 in corso d'anno: fuorisci immediatamente — devi applicare l'IVA dalla fattura che ha superato la soglia, anche se emessa a metà anno.
Il regime forfettario conviene sempre?
Non necessariamente. Conviene molto per i freelance digitali, consulenti e professionisti con pochi costi. Può essere meno vantaggioso se hai spese elevate (attrezzature, affitti, collaboratori) che nel regime ordinario sarebbero deducibili al 100%, o se hai detrazioni IRPEF rilevanti come interessi sul mutuo o spese mediche.
I professionisti con cassa previdenziale possono usare il forfettario?
Sì. Chi è iscritto a una cassa previdenziale obbligatoria (Cassa Forense per avvocati, ENPAM per medici, Inarcassa per architetti e ingegneri…) non versa alla Gestione Separata INPS ma alla propria cassa, con aliquote generalmente tra il 12% e il 20%. I contributi sono comunque deducibili al 100% prima dell'imposta sostitutiva.
Come funzionano gli acconti dell'imposta sostitutiva?
Se l'imposta dell'anno precedente supera €51,65, devi versare acconti pari al 100% dell'imposta: 40% entro il 30 giugno e 60% entro il 30 novembre. La stessa logica si applica ai contributi INPS. Nel primo anno di attività non si versano acconti di nessun tipo.
Cosa significa esattamente "coefficiente di redditività"?
Il coefficiente di redditività è una percentuale fissa stabilita dalla legge per ciascun gruppo di codici ATECO. Rappresenta la quota del fatturato considerata come reddito, al netto dei costi presunti. Non puoi dedurre le spese reali: il coefficiente le sostituisce in modo forfettario. Un coefficiente del 78% significa che il fisco tassa il 78% del tuo fatturato, indipendentemente da quanto hai speso davvero.
Posso dedurre le spese nel regime forfettario?
No, nel regime forfettario non è possibile dedurre le spese professionali reali (attrezzature, software, affitti, trasferte, ecc.). I costi sono già "inclusi" forfettariamente nel coefficiente di redditività. L'unica deduzione ammessa è quella dei contributi previdenziali versati nell'anno (INPS o cassa professionale), che riducono direttamente la base imponibile dell'imposta sostitutiva.
Devo applicare la ritenuta d'acconto sulle mie fatture?
No. I contribuenti in regime forfettario sono esclusi sia dall'applicazione della ritenuta d'acconto sulle fatture emesse, sia dalla subìta da parte dei committenti. In fattura devi indicare la dicitura: "Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54–89, Legge 190/2014 — Regime forfettario. Operazione non soggetta a ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, comma 67, Legge 190/2014."
Posso avere dipendenti o collaboratori con partita IVA forfettaria?
Puoi avere collaboratori, ma le spese per lavoro dipendente e parasubordinato non devono superare €20.000 lordi annui. Superata questa soglia nell'anno precedente, si perde l'accesso al regime forfettario. I compensi a professionisti autonomi (con P.IVA) non rientrano in questo limite.
Come si calcola il primo anno di attività con il forfettario?
Nel primo anno di attività non si versano acconti di imposta sostitutiva né acconti INPS, perché non esiste un'imposta dell'anno precedente da prendere come riferimento. Si paga solo il saldo a fine anno, entro il 30 giugno dell'anno successivo. Dal secondo anno in poi scatta l'obbligo degli acconti (se l'imposta supera €51,65).
Posso rientrare nel regime forfettario dopo esserne uscito?
Sì, non esiste un periodo minimo di attesa. È sufficiente che nell'anno in cui si vuole rientrare siano rispettati tutti i requisiti di accesso: fatturato sotto €85.000, reddito da dipendente sotto €30.000, spese per collaboratori sotto €20.000, e assenza di partecipazioni in società correlate. L'aliquota del 5% non si recupera una seconda volta.
Come funziona il bollo virtuale da €2 sulle fatture forfettarie?
Le fatture elettroniche in regime forfettario di importo superiore a €77,47 sono soggette all'imposta di bollo di €2. Il bollo non si applica fisicamente sulla fattura, ma viene versato trimestralmente in modo virtuale tramite il portale dell'Agenzia delle Entrate (sezione "Fatture e Corrispettivi"). L'Agenzia calcola automaticamente l'importo dovuto sulla base delle fatture emesse.
Forfettario e redditi da locazione: sono compatibili?
Sì. I redditi da locazione di immobili non sono considerati ricavi d'impresa e non rientrano nel calcolo del fatturato forfettario. Non influiscono sul limite dei €85.000 e non compromettono l'accesso al regime. Vengono tassati separatamente con cedolare secca (21% o 10%) o IRPEF ordinaria, a seconda della scelta del contribuente.
Posso emettere fattura a clienti esteri (UE e extra-UE)?
Sì, il regime forfettario è pienamente compatibile con la fatturazione estera. Per le prestazioni di servizi a soggetti passivi UE (B2B) occorre iscriversi al VIES e la fattura non include IVA italiana (inversione contabile). Per le prestazioni a privati UE (B2C) con importi bassi si applicano regole ordinarie. Per i clienti extra-UE non ci sono particolari adempimenti aggiuntivi per i servizi.
Cosa si intende per "aliquota effettiva" nel regime forfettario?
L'aliquota effettiva è l'incidenza reale del totale tasse (imposta sostitutiva + contributi INPS) rispetto al fatturato lordo. È sempre inferiore all'aliquota nominale del 15% perché si calcola su una base ridotta dal coefficiente ATECO e dai contributi. Per un consulente con €50.000 di fatturato, l'aliquota effettiva totale (INPS + imposta) è circa il 29%, non il 15%.
Il regime forfettario vale anche per chi ha già una pensione?
Sì, i pensionati possono aprire partita IVA in regime forfettario. La pensione è considerata reddito assimilato a quello da lavoro dipendente: se supera €30.000 lordi annui, si perde il diritto al regime forfettario. Sotto questa soglia, pensione e partita IVA forfettaria sono perfettamente compatibili.
Come funziona l'uscita dal forfettario se supero €85.000?
Se superi €85.000 ma resti sotto €100.000: il regime forfettario cessa dall'1 gennaio dell'anno successivo. Se superi €100.000 in corso d'anno: cessazione immediata — devi applicare l'IVA dalla fattura che ha causato il superamento, anche se emessa a luglio. In entrambi i casi dovrai adottare il regime ordinario (o semplificato) e aprire i registri IVA.
Forfettario e detrazioni IRPEF o superbonus: posso usarle?
No. Chi è in regime forfettario non paga IRPEF ordinaria, quindi non può usare le detrazioni IRPEF: interessi sul mutuo prima casa, spese mediche, ristrutturazioni, superbonus, ecobonus. Se hai detrazioni rilevanti, questo è uno degli svantaggi concreti del forfettario rispetto al regime ordinario. Fanno eccezione le detrazioni applicabili a redditi diversi (es. redditi da locazione in cedolare secca).
Come si dichiara il reddito forfettario se ho anche redditi da lavoro dipendente?
I redditi forfettari si dichiarano nel Modello Redditi PF (quadro LM), separatamente dai redditi da lavoro dipendente (quadro RC). I due redditi non si sommano per l'IRPEF: il reddito forfettario sconta solo l'imposta sostitutiva del 15% (o 5%), mentre il reddito da dipendente è tassato con le aliquote IRPEF progressive. Non si compila il 730 se si ha solo reddito forfettario.
Quali sono i requisiti del regime forfettario 2026 in sintesi?
I principali requisiti per il 2026 sono: (1) ricavi anno precedente non superiori a €85.000; (2) redditi da lavoro dipendente o pensione non superiori a €30.000 lordi; (3) spese per dipendenti e collaboratori coordinati non superiori a €20.000 lordi; (4) nessuna partecipazione in società di persone o SRL con attività correlata; (5) nessuna cessione prevalente al datore di lavoro attuale o dei due anni precedenti. Tutti i requisiti devono essere soddisfatti contemporaneamente.