Acconti imposta sostitutiva nel regime forfettario: calcolo, scadenze e metodi
Come funzionano gli acconti dell'imposta sostitutiva nel forfettario: metodo storico, metodo previsionale, scadenze F24, soglie e strategie per gestire il flusso di cassa senza sorprese a giugno e novembre.
Aggiornato maggio 2026 · Lettura: ~10 minuti
Nel regime forfettario gli acconti dell'imposta sostitutiva si versano in due rate basate sull'imposta dell'anno precedente: 40% entro il 30 giugno (o 31 luglio +0,4%) e 60% entro il 30 novembre. Come stabilito dall'art. 17 del D.P.R. 435/2001, nel primo anno di attività non si versano acconti.
- Metodo storico: acconti = 100% dell'imposta dell'anno precedente, spezzati in due rate
- Metodo previsionale: puoi ridurre gli acconti se prevedi un anno peggiore del precedente
- Soglia unica rata: se gli acconti totali sono sotto €257,52 → unica rata a novembre
- Primo anno: nessun acconto — si paga solo il saldo entro il 30 giugno dell'anno successivo
- INPS: stesse scadenze di giugno e novembre anche per i contributi Gestione Separata
- Cos'è l'acconto dell'imposta sostitutiva
- Scadenze: quando si paga
- Metodo storico: come si calcola
- Metodo previsionale: quando conviene
- Primo anno: nessun acconto
- Acconti INPS: stesse scadenze
- Codici tributo F24
- Esempio completo anno per anno
- Gestire il flusso di cassa
- Ravvedimento operoso
- Domande frequenti (FAQ)
- Fonti normative
Cos'è l'acconto dell'imposta sostitutiva
L'acconto dell'imposta sostitutiva è un versamento anticipato dell'imposta relativa all'anno in corso, che si paga prima ancora di sapere quanto si guadagnerà quell'anno. Come stabilito dall'art. 17 del D.P.R. n. 435/2001 e confermato dalla Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 9/E del 2019, nel regime forfettario il meccanismo degli acconti segue le stesse regole dell'IRPEF. Funziona come un anticipo: durante l'anno versi due rate calcolate sull'imposta dell'anno precedente, poi a giugno dell'anno successivo fai il conguaglio (il "saldo") confrontando quello che hai già versato con quello che devi davvero.
Nel regime forfettario l'imposta sostitutiva funziona esattamente come l'IRPEF per quanto riguarda il meccanismo degli acconti: stesse percentuali, stesse scadenze, stessa logica.
Perché esiste questo meccanismo? Il fisco non aspetta la dichiarazione dell'anno successivo per incassare le tasse. Con gli acconti, lo Stato riceve denaro "in anticipo" durante l'anno di produzione del reddito. Per il contribuente, significa distribuire il carico fiscale in tre momenti (giugno, novembre, giugno successivo) invece di pagare tutto in una volta.
Acconto vs saldo: la differenza
- Acconto: versamento anticipato basato sull'imposta dell'anno precedente (metodo storico) o sull'imposta prevista per l'anno in corso (metodo previsionale). Si versa durante l'anno di produzione del reddito.
- Saldo: importo definitivo dell'imposta calcolato sulla dichiarazione dei redditi, al netto degli acconti già versati. Può essere positivo (ancora da pagare) o negativo (credito da compensare o richiedere a rimborso).
Scadenze: quando si paga
Il pagamento è suddiviso in base all'importo totale degli acconti dovuti:
- 40% dell'imposta sostitutiva 2025
- Saldo imposta sostitutiva 2025
- 40% contributi INPS GS 2025
- Saldo contributi INPS 2025
- Stesse voci del 30 giugno
- Maggiorazione 0,4% sull'importo dovuto
- Utile in caso di liquidità ridotta a giugno
- 60% dell'imposta sostitutiva 2026
- 60% contributi INPS GS 2026
- Unica rata se acconti totali < €257,52
Le soglie che cambiano il calcolo
| Imposta sostitutiva dell'anno precedente | Acconto dovuto | Modalità di versamento |
|---|---|---|
| Fino a €51,65 | Nessun acconto | Non si versa nulla |
| Da €51,65 a €257,52 | 100% in unica rata | Tutto entro il 30 novembre |
| Oltre €257,52 | 40% + 60% | Prima rata 30 giugno, seconda 30 novembre |
La maggiorazione dello 0,4%: versare a luglio invece di giugno non è gratis. Su €2.000 di acconto, la maggiorazione è €8. Piccolo importo, ma vale la pena saperlo quando si valuta se spostare il versamento.
Metodo storico: come si calcola
Il metodo storico è il metodo standard e più semplice: gli acconti sono pari al 100% dell'imposta sostitutiva indicata nella dichiarazione dei redditi dell'anno precedente (quadro LM del modello Redditi PF).
Formula
Esempio pratico — Consulente IT, fatturato €45.000, coeff. 78%
Supponiamo che nel 2025 tu abbia fatturato €45.000 e vuoi calcolare gli acconti da versare nel 2026:
Cosa succede se il fatturato 2026 rimane €45.000? L'imposta 2026 sarà ancora €3.884. Hai già versato €3.884 in acconti → saldo a giugno 2027 = €0. Se il fatturato cresce a €50.000, l'imposta 2026 sarà ~€4.316 → saldo 2027 = €432 (la differenza da pagare a giugno 2027).
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Metodo previsionale: quando conviene ridurre gli acconti
Con il metodo previsionale puoi calcolare gli acconti non sull'imposta dell'anno precedente, ma sull'imposta che prevedi di dover pagare nell'anno in corso. Se ti aspetti un anno peggiore del precedente, puoi versare acconti inferiori e conservare liquidità.
Base di calcolo: imposta sostitutiva dell'anno precedente (dalla dichiarazione).
Quando usarlo: quando il fatturato dell'anno in corso è simile o superiore all'anno precedente.
Vantaggio: sicuro, nessun rischio di sottopagamento. Nessun calcolo da fare — i dati vengono direttamente dalla dichiarazione.
Svantaggio: se il fatturato cala, versi acconti più alti del necessario e recuperi il credito solo l'anno successivo.
Base di calcolo: stima dell'imposta sostitutiva dell'anno in corso.
Quando usarlo: quando prevedi un calo significativo di fatturato rispetto all'anno precedente.
Vantaggio: versi meno acconti, mantieni più liquidità durante l'anno.
Svantaggio: se la stima è troppo ottimistica e guadagni più del previsto, ti trovi un saldo elevato a giugno dell'anno successivo. Nessuna penale automatica, ma si paga tutto insieme.
Esempio — Fatturato in calo da €45.000 a €30.000
Stessa situazione dell'esempio precedente: imposta 2025 di €3.884. Ma nel 2026 prevedi di fatturare solo €30.000 (calo significativo).
| Rata | Metodo storico | Metodo previsionale | Risparmio liquidità |
|---|---|---|---|
| Prima rata (giugno) | € 1.554 | € 1.036 | + € 518 |
| Seconda rata (novembre) | € 2.330 | € 1.553 | + € 777 |
| Totale acconti | € 3.884 | € 2.589 | + € 1.295 |
Il rischio del metodo previsionale: se a fine anno il fatturato effettivo è superiore alla stima, dovrai versare un saldo più elevato a giugno dell'anno successivo. Non c'è una penale automatica per aver usato il previsionale, ma se il saldo risultante è elevato può creare difficoltà di cassa. Usa questo metodo solo quando hai ragionevole certezza di un calo di fatturato (malattia prolungata, cambio clienti, stagionalità).
Primo anno di attività: nessun acconto dovuto
Il meccanismo degli acconti si basa sull'imposta dell'anno precedente. Nel primo anno di attività, per definizione, non esiste un'imposta dell'anno precedente: la partita IVA non c'era ancora. Di conseguenza:
- Nel primo anno non si versano acconti (né a giugno né a novembre)
- Si paga soltanto il saldo della prima annata, entro il 30 giugno dell'anno successivo
- Insieme al saldo del primo anno, si versano anche i primi acconti del secondo anno (calcolati sull'imposta del primo anno)
Il vantaggio del primo anno: se apri la partita IVA a gennaio 2026 e fatturi €40.000 nel 2026, non paghi nulla di tasse fino al 30 giugno 2027 (circa 18 mesi dopo l'inizio dell'attività). Questo è uno dei vantaggi pratici più rilevanti per chi inizia, soprattutto con l'aliquota al 5% dei primi 5 anni.
Come cambia il ciclo dei pagamenti dal secondo anno in poi
| Anno | Giugno | Novembre |
|---|---|---|
| Anno 1 (es. 2026) | Nessun versamento | Nessun versamento |
| Anno 2 (es. 2027) | Saldo anno 1 + 1° acconto anno 2 (40%) | 2° acconto anno 2 (60%) |
| Anno 3 (es. 2028) | Saldo anno 2 + 1° acconto anno 3 (40%) | 2° acconto anno 3 (60%) |
| Anno N | Saldo anno N-1 + 1° acconto anno N (40%) | 2° acconto anno N (60%) |
La "botta" del secondo anno: a giugno del secondo anno si paga sia il saldo del primo anno che il primo acconto del secondo anno, tutti insieme. Se non si è messo da parte nulla durante il primo anno, questo versamento cumulativo può sorprendere. È fondamentale accantonare mensilmente una quota del fatturato fin dal primo giorno di attività.
Acconti INPS: stesse scadenze, stessa logica
I contributi INPS seguono esattamente lo stesso schema degli acconti dell'imposta sostitutiva. Le scadenze di giugno e novembre non riguardano solo le tasse, ma anche i contributi previdenziali.
Gestione Separata INPS
Per chi è iscritto alla Gestione Separata INPS (freelance, consulenti, sviluppatori, ecc.) il meccanismo è identico a quello dell'imposta sostitutiva:
- Primo acconto (40%) entro il 30 giugno (o 31 luglio +0,4%)
- Secondo acconto (60%) entro il 30 novembre
- Nessun acconto nel primo anno
- Base di calcolo: contributi versati nell'anno precedente
Artigiani e Commercianti
Per gli iscritti alla Gestione Artigiani o Commercianti INPS la struttura è più articolata:
- Il contributo fisso (~€4.427–4.515/anno) si paga in 4 rate trimestrali: 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio
- La quota variabile (sul reddito eccedente la soglia minimale) segue le stesse scadenze di giugno/novembre, con la stessa logica acconto/saldo
Per capire come si calcolano i contributi INPS nel forfettario, leggi la guida completa ai contributi INPS →
Codici tributo F24
Tutti i versamenti dell'imposta sostitutiva e dei contributi INPS si effettuano con il modello F24. Ecco i codici da usare per l'imposta sostitutiva del regime forfettario:
regime forfettario
regime forfettario
imposta sostitutiva forfettario
Nella colonna "Anno di riferimento" del modello F24 si indica l'anno d'imposta (es. 2026 per gli acconti 2026). Per i contributi INPS Gestione Separata i codici sono quelli della sezione INPS del modello F24 — il commercialista o il software di contabilità li inserisce automaticamente.
Compensazione con altri crediti: è possibile compensare gli acconti dell'imposta sostitutiva con crediti fiscali presenti nel cassetto fiscale (es. crediti IRPEF, bonus edilizi, crediti IVA da transizione dal regime ordinario). La compensazione avviene direttamente nel modello F24, indicando l'importo a credito nella sezione corrispondente. Per compensazioni superiori a €5.000 è necessario aver già presentato la dichiarazione che ha generato il credito.
Esempio completo: ciclo di tre anni a confronto
Per capire davvero come funziona il meccanismo, vediamo un ciclo completo con tre scenari di fatturato: stabile, in crescita e in calo. Dati base: coeff. 78%, INPS GS, aliquota 15%.
| Scenario | Fatturato 2024 | Fatturato 2025 | Fatturato 2026 |
|---|---|---|---|
| A — Stabile | € 40.000 | € 40.000 | € 40.000 |
| B — Crescita | € 30.000 | € 40.000 | € 55.000 |
| C — Calo | € 50.000 | € 40.000 | € 28.000 |
Scenario A — Fatturato stabile a €40.000
| Data versamento | Cosa si paga | Importo |
|---|---|---|
| Giugno 2025 | Saldo 2024 + 1° acc. 2025 (40%) | € 0 + € 1.381 = € 1.381 |
| Novembre 2025 | 2° acconto 2025 (60%) | € 2.071 |
| Giugno 2026 | Saldo 2025 + 1° acc. 2026 (40%) | € 0 + € 1.381 = € 1.381 |
| Novembre 2026 | 2° acconto 2026 (60%) | € 2.071 |
Con fatturato stabile, il saldo è sempre zero e i versamenti si ripetono identici ogni anno.
Scenario B — Fatturato in forte crescita
Il problema della crescita: gli acconti si calcolano sull'anno precedente (più basso), ma il saldo a giugno successivo sarà più alto. Ecco cosa succede:
| Anno | Imposta effettiva | Acconti versati | Saldo a giugno |
|---|---|---|---|
| 2024 (€30.000 fatt.) | € 2.269 | — (primo anno ipotetico) | — |
| 2025 (€40.000 fatt.) | € 3.452 | € 2.269 (su base 2024) | € 1.183 (da pagare a giugno 2026) |
| 2026 (€55.000 fatt.) | € 5.001 | € 3.452 (su base 2025) | € 1.549 (da pagare a giugno 2027) |
Chi cresce deve tenere conto del saldo. Con fatturato in forte crescita il saldo di giugno può essere significativo: non solo non hai ancora versato abbastanza, ma a giugno devi anche versare i nuovi acconti sul reddito cresciuto. Metti da parte una quota aggiuntiva se sai che il fatturato sta aumentando.
Scenario C — Fatturato in calo (metodo previsionale)
| Anno | Imposta effettiva | Acconti storico | Acconti previsionale | Saldo giugno |
|---|---|---|---|---|
| 2025 (€40.000) | € 3.452 | — | — | — |
| 2026 (€28.000) | € 2.097 | € 3.452 | € 2.097 | € 0 (con prev.) o credito €1.355 (con stor.) |
Con metodo previsionale e calo reale di fatturato: saldo = €0 e nessuna liquidità immobilizzata. Con metodo storico: hai versato €1.355 in eccesso, che recuperi come credito nella dichiarazione successiva.
Gestire il flusso di cassa: quanto mettere da parte ogni mese
La regola d'oro per non trovarsi impreparati a giugno e novembre è semplice: accantonare una percentuale fissa del fatturato ogni volta che si emette una fattura. Non aspettare la scadenza per calcolare quanto devi.
Percentuali di accantonamento per Gestione Separata (aliquota 15%)
| Coefficiente ATECO | Professioni tipiche | % da accantonare (15%) | % da accantonare (5%) |
|---|---|---|---|
| 86% | Costruttori, agenti imm. | ~32% | ~25% |
| 78% | Consulenti, avvocati, formatori | ~29% | ~23% |
| 67% | Sviluppatori, designer, artigiani | ~25% | ~20% |
| 62% | Agenti di commercio | ~23% | ~19% |
| 54% | Comm. ambulante non alim. | ~20% | ~16% |
| 40% | Bar, ristoranti, negozi | ~15% | ~12% |
Questi importi coprono sia l'imposta sostitutiva che i contributi INPS Gestione Separata. Arrotondarli leggermente verso l'alto (di 1–2 punti) crea un piccolo cuscinetto per l'eventuale saldo di fine anno.
Come organizzare concretamente il flusso
-
Apri un conto bancario separato per le tasse
Ogni volta che incassi una fattura, trasferisci subito la percentuale stabilita (es. 29%) su un conto dedicato. Non toccarla per nessun motivo fino alle scadenze fiscali.
-
Usa il calcolatore per verificare a fine trimestre
Ogni tre mesi, calcola l'imposta proiettata sull'anno intero con il fatturato attuale. Se il saldo previsto supera quanto accantonato, aumenta la percentuale.
-
A novembre rivaluta con i dati reali
A novembre conosci quasi tutto il fatturato dell'anno. Calcola l'imposta definitiva con il metodo previsionale: se il fatturato è inferiore alle aspettative, versa meno acconti e tieni il resto in conto.
-
Non confondere il tuo compenso con il fatturato
Il tuo "stipendio" è il fatturato meno tasse e contributi. Se usi il fatturato lordo come riferimento per le spese personali, ti ritroverai senza liquidità a giugno.
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Ravvedimento operoso: cosa fare se si salta una scadenza
Se si dimentica o non si riesce a versare un acconto entro la scadenza, è possibile regolarizzarsi spontaneamente con il ravvedimento operoso, pagando una sanzione ridotta proporzionale al ritardo.
| Ritardo | Sanzione | Esempio su €1.000 non versati |
|---|---|---|
| Entro 14 giorni | 0,1% per ogni giorno di ritardo | € 1,00 al giorno (max €14) |
| Dal 15° al 30° giorno | 1,5% dell'importo | € 15,00 |
| Dal 31° al 90° giorno | 1,67% dell'importo | € 16,70 |
| Dal 91° giorno a 1 anno | 3,75% dell'importo | € 37,50 |
| Oltre 1 anno | 4,29% (se dichiarazione presentata) | € 42,90 |
Alle sanzioni si aggiungono sempre gli interessi legali (attualmente al 2,5% annuo) calcolati sui giorni di ritardo. Il ravvedimento si effettua versando con F24 l'importo originario, la sanzione ridotta e gli interessi, con i codici tributo specifici per il ravvedimento.
Conviene sempre regolarizzarsi prima che l'Agenzia delle Entrate si faccia viva. Una volta ricevuta una comunicazione di irregolarità, la sanzione ordinaria è del 30% e non si può più applicare il ravvedimento. Con il ravvedimento spontaneo entro l'anno si paga solo il 3,75%: quasi dieci volte meno.
Domande frequenti
Fonti normative di riferimento
- Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Bilancio 2015) — Regime forfettario, art. 1 commi 54–89
- D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR) — Art. 17 e seguenti: disciplina degli acconti d'imposta
- Legge 23 marzo 1977, n. 97 — Acconti IRPEF: regole generali applicabili anche all'imposta sostitutiva
- D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471 — Sanzioni per omesso o insufficiente versamento di acconti
- D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472 — Ravvedimento operoso: disciplina e sanzioni ridotte
- Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 67/E del 2011 — Metodo previsionale per il calcolo degli acconti
- Circolare Agenzia delle Entrate n. 9/E del 10 aprile 2019 — Regime forfettario: chiarimenti su acconti e versamenti
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