Guida Completa 2026

Codici ATECO nel regime forfettario:
coefficienti, tabella e come sceglierlo

Il codice ATECO determina quanto del tuo fatturato viene tassato. Sbagliarlo può costarti migliaia di euro in più ogni anno. Guida completa ai 6 gruppi, alle professioni per categoria e agli errori da non fare.

Aggiornato maggio 2026 · Lettura: ~10 minuti

Risposta diretta

Nel regime forfettario il codice ATECO determina il coefficiente di redditività: la percentuale del fatturato considerata come reddito imponibile. Secondo la Legge n. 190/2014, Allegato 4, esistono 6 gruppi con coefficienti dal 40% al 86%. Più il coefficiente è basso, meno tasse paghi a parità di fatturato.

  • 86% — Costruzioni e attività immobiliari (il più alto: impresari, installatori, agenti immobiliari)
  • 78% — Professioni tecniche, scientifiche, istruzione, sanità, finanza (avvocati, ingegneri, formatori, medici)
  • 67% — Altre attività: ICT, manifattura, trasporti, servizi (sviluppatori, parrucchieri, artisti)
  • 62% — Intermediari del commercio (agenti di commercio, rappresentanti)
  • 54% — Commercio ambulante non alimentare
  • 40% — Commercio al dettaglio, ristorazione, alloggio, alimentari (il più basso: meno tasse)
6
Gruppi di coefficienti nel forfettario
86%
Coefficiente massimo (costruzioni)
40%
Coefficiente minimo (commercio/ristorazione)
€8.578
Differenza di netto tra 86% e 40% su €50k fatturato

Cos'è il codice ATECO

Il codice ATECO (Attività ECOnomiche) è un sistema di classificazione delle attività economiche sviluppato da ISTAT e adottato dall'Agenzia delle Entrate. È composto da una lettera di sezione seguita da cifre (es. 62.01.00 per la produzione di software) e identifica con precisione l'attività svolta.

Ogni partita IVA ha almeno un codice ATECO, dichiarato al momento dell'apertura tramite il Modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate. Il codice è pubblico: compare nella visura camerale (se iscritti alla CCIAA) e nelle comunicazioni dell'Agenzia delle Entrate.

Nel regime forfettario il codice ATECO ha un ruolo cruciale perché determina il coefficiente di redditività, la variabile fiscalmente più impattante dopo il livello di fatturato.

ATECO 2007 vs ATECO 2022: nel 2022 ISTAT ha aggiornato la classificazione ATECO (da ATECO 2007 ad ATECO 2022). L'Agenzia delle Entrate ha rilasciato le tavole di corrispondenza. Se hai aperto la P.IVA prima del 2023, verifica che il tuo codice sia stato aggiornato alla nuova classificazione — in alcuni casi il codice cambia pur restando nella stessa categoria fiscale. Chi ha già aperto non è tenuto a fare nulla automaticamente, ma è opportuno verificare con il proprio commercialista.

Come funziona il coefficiente di redditività

Il coefficiente di redditività è la percentuale del fatturato che il fisco considera come reddito imponibile, in sostituzione delle spese reali. Secondo la Legge n. 190/2014, Allegato 4, nel regime forfettario non puoi dedurre le spese effettivamente sostenute (attrezzature, affitti, software): il coefficiente le "sostituisce" in modo standardizzato per categoria.

La formula in tre passaggi

  1. Reddito = Fatturato × Coefficiente ATECO
  2. Reddito imponibile = Reddito − Contributi previdenziali versati
  3. Imposta sostitutiva = Reddito imponibile × 15% (o 5% per nuove attività)

Un coefficiente più basso significa che il fisco presume maggiori costi forfettari, quindi tassa una quota più piccola del fatturato. Un bar con coefficiente 40% e €80.000 di fatturato paga le tasse solo su €32.000 di reddito imponibile. Un geometra con coefficiente 86% e lo stesso fatturato le paga su €68.800 — quasi il doppio della base imponibile.

Il coefficiente non riflette le tue spese reali. Se le tue spese effettive sono inferiori al forfait (es. hai poche spese come consulente), ci guadagni rispetto al regime ordinario. Se invece hai costi elevati (attrezzature costose, affitti, collaboratori), nel forfettario non li deduci e potresti pagare più tasse del necessario. Valuta sempre prima di scegliere il regime.

I 6 gruppi ATECO del regime forfettario

L'Allegato 4 della Legge n. 190/2014 divide tutte le attività economiche in sei gruppi, ciascuno con un coefficiente fisso. Ecco la guida completa con le professioni più comuni per ogni categoria.

86%
Costruzioni e attività immobiliari
Sezioni ATECO: 41 · 42 · 43 · 68
Impresari edili41.10–41.20
Lavori stradali e infrastrutture42.xx
Installatori impianti elettrici43.21
Idraulici e termoidraulici43.22
Piastrellisti, imbianchini, lattonieri43.3x
Agenti immobiliari68.31
Amministratori di condominio68.32

Il coefficiente 86% è il più alto: il fisco presume pochi costi. Questo penalizza chi ha spese elevate (es. materiali di costruzione) che nel forfettario non può dedurre. Per i professionisti di questo gruppo con costi alti, il regime ordinario o semplificato può essere più conveniente. Attenzione: i geometri che svolgono esclusivamente progettazione (ATECO 71.12) rientrano nel gruppo 78%, non in questo.

78%
Professioni tecniche, scientifiche, istruzione, sanità e finanza
Sezioni ATECO: 64–66 · 69–75 · 85–88
Avvocati69.10
Commercialisti e consulenti fiscali69.20
Consulenti aziendali e di direzione70.22
Architetti e ingegneri (progettazione)71.11–71.12
Geometri (progettazione)71.12
Pubblicità e marketing73.11–73.20
Graphic designer e web designer74.10
Fotografi professionali74.20
Traduttori e interpreti74.30
Consulenti HR, formatori, coach70.22 · 74.90
Veterinari75.00
Insegnanti privati e tutor85.59
Medici, psicologi, fisioterapisti86.xx · 86.90
Consulenti finanziari, promotori66.19 · 66.29
Ricercatori scientifici72.xx

Il gruppo più ampio per numero di professionisti. Raggruppa le attività intellettuali ad alto valore aggiunto. Il coefficiente 78% è coerente con l'assenza di grandi costi materiali tipica di queste professioni. Caso frequente di confusione: i consulenti IT (ATECO 62.02) NON rientrano qui — appartengono al gruppo 67%.

67%
Altre attività (ICT, manifattura, trasporti, servizi alla persona)
Sezioni ATECO: 01–43 (escluse costruzioni) · 49–63 · 77–82 · 90–99
Sviluppatori software62.01
Consulenti IT e sistemisti62.02 · 62.09
Gestione siti web e hosting63.11
Content creator e blogger63.99 · 90.03
Musicisti e artisti90.01–90.03
Personal trainer e istruttori sportivi93.13
Parrucchieri ed estetiste96.02
Autotrasportatori49.41
Agenti di viaggio79.11
Artigiani manifatturieri13–33
Servizi di pulizia e manutenzione81.xx
Agricoltori e allevatori01–03

Categoria residuale: vi rientrano tutte le attività che non appartengono agli altri cinque gruppi. È il gruppo più eterogeneo. Un coefficiente del 67% può essere molto conveniente per i professionisti ICT, che tipicamente hanno poche spese (il forfait del 33% copre largamente i costi reali).

62%
Intermediari del commercio
Sezione ATECO: 46.1x
Agenti di commercio monomandatari46.11–46.19
Agenti plurimandatari46.11–46.19
Rappresentanti di vendita46.11–46.19
Procacciatori d'affari46.19
Mediatori commerciali46.19

Gruppo dedicato agli agenti di commercio iscritti all'Enasarco. La sezione 46.1x identifica specificamente gli intermediari che acquistano e rivendono per conto terzi o mettono in contatto acquirente e venditore senza detenere la merce. Attenzione: il commercio all'ingrosso non in conto terzi (46.2x–46.9x) rientra nel gruppo 40%, non qui.

54%
Commercio ambulante di prodotti non alimentari
Sezione ATECO: 47.82 · 47.85 · 47.89
Venditori ambulanti abbigliamento47.82
Venditori ambulanti libri e giornali47.85
Bancarellisti non alimentari47.89

Gruppo ristretto al solo commercio ambulante non alimentare su aree pubbliche. Il commercio ambulante di alimentari (47.81) rientra invece nel gruppo 40%.

40%
Commercio al dettaglio, ristorazione, alloggio e industrie alimentari
Sezioni ATECO: 10–11 · 45 · 46.2–46.9 · 47 (escluso ambulante non alim.) · 55–56
Ristoranti e pizzerie56.10
Bar e caffetterie56.30
Take-away e fast food56.10 · 56.21
Alberghi e hotel55.10
B&B e affittacamere55.20
Negozi al dettaglio47.1–47.7
E-commerce (vendita online)47.91
Rivenditori auto45.11
Officine e riparazione veicoli45.20
Produttori di alimenti e bevande10–11
Commercio all'ingrosso (non intermediario)46.2–46.9
Ambulanti alimentari47.81

Coefficiente più basso: il fisco riconosce che commercio e ristorazione hanno costi elevati (merci, materie prime, affitti). Con il 40%, il reddito imponibile è solo il 40% del fatturato, il che abbassa significativamente le tasse. È il gruppo fiscalmente più vantaggioso in assoluto nel forfettario.

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Impatto concreto sul netto: stesso fatturato, coefficienti diversi

Ecco quanto conta scegliere il coefficiente corretto. Fatturato identico (€50.000), Gestione Separata INPS (26,23%), aliquota 15%. Cambia solo il coefficiente ATECO:

CoefficienteReddito imponibileContributi INPSImposta sostitutivaNetto in tascaAliq. effettiva
86% € 43.000 € 11.279 € 4.758 € 33.963 32,1%
78% € 39.000 € 10.230 € 4.316 € 35.454 29,1%
67% € 33.500 € 8.787 € 3.707 € 37.506 25,0%
62% € 31.000 € 8.131 € 3.430 € 38.439 23,1%
54% € 27.000 € 7.082 € 2.988 € 39.930 20,1%
40% € 20.000 € 5.246 € 2.213 € 42.541 14,9%

Fatturato €50.000, Gestione Separata INPS 26,23%, imposta sostitutiva 15%. I contributi INPS sono dedotti integralmente prima del calcolo dell'imposta.

La differenza tra 86% e 40% sullo stesso fatturato di €50.000 è €8.578 di netto in più. Non è un errore: è l'impatto reale del coefficiente ATECO. Per chi ha attività al confine tra due gruppi, scegliere quello corretto — non quello più conveniente, ma quello che riflette l'attività reale — è fondamentale sia fiscalmente che per evitare contestazioni.

Come trovare il tuo codice ATECO

Ci sono tre modi principali per identificare il codice corretto:

  1. Classificatore ISTAT ufficiale

    Vai su ateco.istat.it e cerca la tua attività per parola chiave o naviga per sezione. Il classificatore mostra la descrizione completa, i codici correlati e la gerarchia (sezione → divisione → gruppo → classe → sottoclasse). Usa questa come fonte primaria.

  2. Guarda la tua documentazione esistente

    Se hai già aperto la Partita IVA, il codice ATECO è indicato nella lettera di attribuzione dell'Agenzia delle Entrate (ricevuta via email o PEC all'apertura) e nella visura camerale se sei iscritto alla Camera di Commercio. Puoi verificarlo anche nel cassetto fiscale su agenziaentrate.gov.it.

  3. Consulta un commercialista per i casi borderline

    Se la tua attività può rientrare in più gruppi (es. consulente IT che fa anche formazione, o geometra che progetta e dirige lavori), il codice giusto dipende dall'attività prevalente. Un errore qui si ripercuote sulle tasse per anni. Una consulenza mirata vale il costo.

Modifica del codice ATECO: se ti accorgi di aver scelto il codice sbagliato, puoi comunicare la variazione all'Agenzia delle Entrate con il Modello AA9/12 (variazione dati). La modifica ha effetto dall'anno successivo ai fini del coefficiente forfettario. Per il passato non è necessario il ravvedimento se l'errore era in buona fede, ma è opportuno verificare con un professionista.

Più codici ATECO sulla stessa Partita IVA

È possibile — e spesso necessario — avere più codici ATECO registrati sulla stessa Partita IVA. Casi tipici: uno sviluppatore che fa anche formazione, un consulente che occasionalmente vende prodotti, un fotografo che fa anche video.

La regola del coefficiente prevalente

Nel regime forfettario si applica un unico coefficiente, quello del codice ATECO dell'attività prevalente, cioè quella che ha prodotto il fatturato maggiore nell'anno. Il criterio è strettamente economico: non conta quale attività svolgi di più in termini di ore, ma quale genera più ricavi.

EsempioAttività ARicavi AAttività BRicavi BCoefficiente applicato
Sviluppatore + formatore Dev (62.01 → 67%) € 35.000 Formazione (85.59 → 78%) € 15.000 67% (prevale sviluppo)
Consulente + formatore Consulenza (70.22 → 78%) € 20.000 Formazione (85.59 → 78%) € 30.000 78% (stesso gruppo, prevale formazione)
Designer + e-commerce Design (74.10 → 78%) € 10.000 E-commerce (47.91 → 40%) € 40.000 40% (prevale e-commerce)

Attenzione al cambio di prevalenza nel corso degli anni. Se nel 2025 l'attività prevalente era la consulenza (78%) e nel 2026 diventa la formazione (ancora 78%), nulla cambia. Ma se nel 2026 il tuo e-commerce supera la consulenza, il coefficiente scende al 40% — e le tasse calano di conseguenza. Il coefficiente va rivalutato ogni anno in sede di dichiarazione.

Gli errori più comuni nella scelta del codice ATECO

Queste sono le situazioni che generano più confusione — e più costi evitabili.

Domande frequenti sui codici ATECO nel regime forfettario

Cos'è il codice ATECO?
Il codice ATECO è un codice alfanumerico che classifica l'attività economica svolta. Nel regime forfettario determina il coefficiente di redditività — la percentuale del fatturato considerata come reddito imponibile. Esistono 6 gruppi con coefficienti dal 40% al 86%. Viene dichiarato all'apertura della Partita IVA con il Modello AA9/12.
Qual è il coefficiente di redditività per sviluppatori e consulenti IT?
Sviluppatori software (62.01), consulenti IT (62.02) e sistemisti (62.09) rientrano nel gruppo "Altre attività" con coefficiente 67%. Non rientrano nel 78% delle professioni tecniche, che si applica alle sezioni 64–75 e 85–88. Il codice 62 è nella sezione J (Servizi di informazione e comunicazione), che appartiene al gruppo 67%.
Qual è il coefficiente per graphic designer e web designer?
Il graphic design e il web design rientrano nell'ATECO 74.10 (Attività di design specializzate), che appartiene alla sezione 74, inclusa nel gruppo al 78%. È una delle distinzioni che sorprende di più: il designer grafico è al 78% mentre lo sviluppatore del sito è al 67%.
Cosa succede se ho due codici ATECO diversi sul forfettario?
Si applica un unico coefficiente, quello del codice ATECO dell'attività prevalente — quella con i ricavi maggiori nell'anno. Se nel corso dell'anno una seconda attività supera la prima in termini di fatturato, il coefficiente da applicare in sede di dichiarazione sarà quello della nuova attività prevalente. Va rivalutato ogni anno.
Come trovo il mio codice ATECO?
Sul classificatore ufficiale ISTAT (ateco.istat.it), cercando per parola chiave o navigando per sezione. Se hai già aperto la Partita IVA, il codice è nella lettera di attribuzione dell'Agenzia delle Entrate e nella visura camerale. Per attività borderline, è consigliabile consultare un commercialista.
Il codice ATECO può cambiare nel tempo?
Sì. Se l'attività svolta cambia in modo sostanziale, si comunica la variazione all'Agenzia delle Entrate tramite il Modello AA9/12. La variazione impatta il coefficiente dall'anno di variazione. È anche possibile aggiungere un secondo codice per un'attività accessoria, ferma restando la regola del coefficiente dell'attività prevalente.
Parrucchieri ed estetiste: qual è il coefficiente?
Parrucchieri (96.02.01) ed estetiste (96.02.02) rientrano nella sezione 96 "Altre attività di servizi alla persona", che appartiene al gruppo "Altre attività" con coefficiente 67%. Non rientrano nel 40% del commercio al dettaglio né nel 78% delle professioni tecniche.
Content creator e influencer: quale codice ATECO usare?
Le opzioni più comuni: 73.11 (Agenzie pubblicitarie, 78%) se il reddito principale proviene da collaborazioni pubblicitarie e sponsorizzazioni strutturate; 90.03 (Creazioni artistiche e letterarie, 67%) se si produce contenuto creativo originale; 63.99 (Altre attività dei servizi di informazione, 67%) per blog e newsletter informativi. Il codice deve corrispondere all'attività realmente svolta — la scelta impatta le tasse e va valutata caso per caso.
Agenti immobiliari: coefficiente 86% o 78%?
Gli agenti immobiliari (ATECO 68.31) rientrano nel gruppo "Costruzioni e attività immobiliari" con coefficiente 86%. Non rientrano nel 78% delle professioni tecniche. Con il coefficiente più alto del forfettario, devono valutare con attenzione la convenienza del regime rispetto a quello ordinario, soprattutto se hanno spese professionali rilevanti.
Personal trainer e istruttori sportivi: quale coefficiente?
Dipende dall'ATECO: 93.13 (Gestione di palestre) → 67%; 85.51 (Corsi sportivi e ricreativi) → 78%. Chi lavora come personal trainer freelance senza gestire una struttura propria usa tipicamente 93.13 o 85.51. La scelta dipende dalla natura concreta dell'attività e va valutata con un commercialista.

Fonti normative di riferimento

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