Guida Completa 2026

Contributi INPS nel regime forfettario:
calcolo, aliquote e scadenze

Gestione Separata, Artigiani, Commercianti o cassa professionale: tutto quello che devi sapere sui contributi previdenziali nel forfettario 2026, con esempi pratici e tabelle aggiornate.

Aggiornato maggio 2026 · Lettura: ~10 minuti

Risposta diretta

Nel regime forfettario i contributi INPS si calcolano sul reddito imponibile (fatturato × coefficiente ATECO) e sono deducibili al 100% prima dell'imposta sostitutiva. Secondo quanto previsto dalla Legge n. 190/2014, art. 1 comma 64, l'aliquota dipende dalla gestione previdenziale: 26,23% per la Gestione Separata, circa 24% per Artigiani e Commercianti (con quota fissa), aliquote variabili per le casse professionali.

  • Gestione Separata INPS: 26,23% del reddito — la più comune per freelance e consulenti
  • Artigiani / Commercianti: contributo fisso ~€4.400–4.600/anno + quota variabile 24–24,48%
  • Casse professionali: dal 12% al 20% a seconda della cassa (avvocati, medici, ingegneri…)
  • Riduzione 35%: richiedibile alla Gestione Separata in caso di pensionamento o altra copertura previdenziale
26,23%
Aliquota Gestione Separata INPS 2026
€4.427
Contributo fisso annuo Artigiani (circa)
100%
Deducibilità contributi nel forfettario
35%
Riduzione contributi richiedibile

Cosa sono i contributi INPS nel regime forfettario

I contributi previdenziali sono versamenti obbligatori che ogni lavoratore autonomo deve effettuare all'ente previdenziale di riferimento — l'INPS (o una cassa professionale privata) — per maturare diritti pensionistici e prestazioni di invalidità e superstiti. Secondo la Legge n. 190/2014, art. 1 comma 64, nel regime forfettario i contributi si calcolano sul reddito imponibile (fatturato × coefficiente ATECO) e sono integralmente deducibili prima dell'imposta sostitutiva.

Nel regime forfettario i contributi previdenziali hanno due caratteristiche che li distinguono da tutti gli altri tributi:

La gestione previdenziale non è una scelta libera: dipende dall'attività svolta e dalla presenza o meno di un ordine professionale con cassa dedicata.

Attenzione alla distinzione: i contributi previdenziali (INPS o cassa professionale) sono separati e aggiuntivi rispetto all'imposta sostitutiva del 15% o 5%. Nel forfettario si pagano entrambi. Il netto in tasca è: Fatturato − Contributi INPS − Imposta sostitutiva.

Gestione Separata INPS: la gestione per freelance e consulenti

La Gestione Separata INPS (istituita dalla Legge n. 335/1995) è la gestione previdenziale più comune per i lavoratori autonomi senza un albo professionale con cassa dedicata: freelance, consulenti, sviluppatori, designer, traduttori, content creator, formatori, e molti altri.

Chi deve iscriversi alla Gestione Separata

Tutti i professionisti che svolgono un'attività di lavoro autonomo in modo abituale e non sono iscritti a una cassa previdenziale obbligatoria (come Cassa Forense, ENPAM, Inarcassa, ecc.) devono iscriversi alla Gestione Separata INPS entro 30 giorni dall'inizio dell'attività.

Aliquota e base di calcolo 2026

SoggettoAliquota 2026Base di calcoloMinimo contributivo
Lavoratore autonomo senza altra copertura previdenziale 26,23% Reddito netto (fatturato × coeff. ATECO) Nessun minimo fisso
Lavoratore autonomo già pensionato o con altra copertura obbligatoria 17,05% (con riduzione 35%) Reddito netto Nessun minimo fisso

Nessun contributo fisso: a differenza di Artigiani e Commercianti, la Gestione Separata non prevede un contributo minimo obbligatorio. Se il reddito è zero (nessun fatturato), non si versano contributi. Questa flessibilità è uno dei vantaggi per chi inizia o ha un'attività discontinua.

Come si calcola

Il contributo si calcola moltiplicando il reddito imponibile previdenziale (fatturato × coefficiente ATECO) per l'aliquota del 26,23%. Non esiste un tetto massimo di reddito su cui si calcolano i contributi della Gestione Separata, a differenza di Artigiani e Commercianti.

Esempio — Consulente con Gestione Separata
Fatturato annuo € 50.000
Coefficiente ATECO (professioni tecniche) 78%
Reddito imponibile € 39.000 50.000 × 78%
Contributi Gestione Separata (26,23%) − € 10.230 39.000 × 26,23%
Reddito imponibile fiscale (dopo deduzione contributi) € 28.770
Imposta sostitutiva (15%) − € 4.316
Netto in tasca € 35.454

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Contributi INPS Artigiani nel regime forfettario

Gli artigiani iscritti all'Albo delle Imprese Artigiane versano i contributi alla Gestione Artigiani INPS. Questa gestione ha una struttura diversa dalla Gestione Separata: prevede un contributo fisso obbligatorio (indipendente dal reddito) più una quota variabile sul reddito eccedente la soglia minimale.

Struttura contributiva Artigiani 2026

ComponenteImporto / Aliquota 2026Note
Contributo fisso annuo ~€ 4.427 Dovuto anche a reddito zero. Pagato in 4 rate trimestrali.
Soglia minimale di reddito ~€ 18.415 Il contributo fisso copre questa fascia di reddito.
Quota variabile sul reddito eccedente 24% Si applica solo sul reddito sopra la soglia minimale.
Tetto massimo di reddito imponibile ~€ 119.650 Oltre questo limite non si versano ulteriori contributi variabili.
Esempio — Artigiano (INPS Artigiani, coeff. 67%)
Fatturato annuo € 50.000
Coefficiente ATECO (altre attività) 67%
Reddito imponibile € 33.500
Contributo fisso annuo − € 4.427
Quota variabile (24% su €15.085 eccedenti) − € 3.620 33.500 − 18.415 = 15.085 × 24%
Contributi totali − € 8.047
Reddito imponibile fiscale € 25.453
Imposta sostitutiva (15%) − € 3.818
Netto in tasca € 38.135

Attenzione al contributo fisso con redditi bassi: se il tuo reddito annuo è inferiore alla soglia minimale (~€18.415), versi comunque il contributo fisso intero (~€4.427). Questo può pesare significativamente nei primi anni di attività o in caso di fatturato ridotto.

Contributi INPS Commercianti nel regime forfettario

I commercianti iscritti al Registro delle Imprese (commercio al dettaglio, ingrosso, e-commerce, ristorazione, alloggio) versano i contributi alla Gestione Commercianti INPS, con una struttura molto simile a quella degli Artigiani ma con aliquote leggermente diverse.

ComponenteImporto / Aliquota 2026Note
Contributo fisso annuo ~€ 4.515 Dovuto anche a reddito zero. 4 rate trimestrali.
Soglia minimale di reddito ~€ 18.415 Stessa soglia degli Artigiani.
Quota variabile sul reddito eccedente 24,48% Aliquota leggermente superiore rispetto agli Artigiani.
Tetto massimo di reddito imponibile ~€ 119.650 Stesso tetto degli Artigiani.

La differenza tra Artigiani e Commercianti è minima (circa 0,48% di aliquota variabile in più per i commercianti), ma può accumularsi su redditi elevati. La logica di calcolo è identica.

Casse professionali: avvocati, medici, ingegneri e altre categorie

I professionisti iscritti a un ordine con cassa previdenziale privatizzata obbligatoria non versano alla Gestione Separata INPS, ma direttamente alla propria cassa. In tutti i casi, i contributi sono comunque deducibili al 100% nel forfettario.

CassaProfessioniAliquota soggettivaAliquota integrativaTotale indicativo
Cassa Forense Avvocati 15% 4% ~19%
ENPAM Medici e odontoiatri ~19,5% (quota B) ~19,5%
Inarcassa Ingegneri e architetti 14,5% 4% ~18,5%
CNPADC Dottori commercialisti 12% 2% ~14%
ENPAP Psicologi 10% 2% ~12%
ENPACL Consulenti del lavoro 12% 2% ~14%
CIPAG Geometri ~15% ~15%

Le aliquote delle casse professionali sono soggette a variazioni annuali deliberate dai rispettivi consigli di amministrazione. Verifica sempre i valori aggiornati sul sito della tua cassa.

Chi è iscritto a una cassa professionale è esonerato dalla Gestione Separata INPS. L'iscrizione alla cassa è obbligatoria e automatica al momento dell'iscrizione all'albo professionale di riferimento. Non esiste la possibilità di scegliere la Gestione Separata INPS al posto della cassa, né di versare ad entrambe.

Deducibilità dei contributi: come incidono sulle tasse

Nel regime forfettario i contributi previdenziali versati nell'anno sono deducibili al 100% dal reddito imponibile, prima del calcolo dell'imposta sostitutiva. Questa è l'unica deduzione ammessa nel forfettario (le spese reali non sono deducibili).

Come funziona la deduzione

La formula completa del calcolo fiscale nel forfettario è:

  1. Reddito lordo = Fatturato × Coefficiente ATECO
  2. Contributi previdenziali = Reddito lordo × Aliquota INPS (o cassa)
  3. Reddito imponibile fiscale = Reddito lordo − Contributi previdenziali
  4. Imposta sostitutiva = Reddito imponibile fiscale × 15% (o 5%)
  5. Netto in tasca = Fatturato − Contributi − Imposta sostitutiva

Quanto risparmio grazie alla deduzione?

Ogni euro di contributi versato riduce la base imponibile di un euro, quindi riduce l'imposta sostitutiva di €0,15 (al 15%) o €0,05 (al 5%). Su €10.000 di contributi, il risparmio fiscale è di €1.500 al 15%. Il "costo netto" reale dei contributi, tenendo conto del risparmio fiscale, è quindi:

Aliquota impostaContributi versatiRisparmio fiscaleCosto netto effettivo
15% (regime ordinario) € 10.000 € 1.500 € 8.500
5% (primi 5 anni) € 10.000 € 500 € 9.500

Quanta percentuale del fatturato devo mettere da parte?

Una domanda pratica: ogni volta che emetti una fattura, quanto metti subito da parte per tasse e contributi? La risposta dipende dal tuo coefficiente ATECO e dalla gestione previdenziale (calcolato per Gestione Separata al 15%):

Coefficiente ATECOProfessioni tipiche% del fatturato da accantonare (15%)% del fatturato da accantonare (5%)
86%Costruttori, agenti immobiliari~32%~25%
78%Consulenti, avvocati, ingegneri, formatori~29%~23%
67%Sviluppatori, designer, artigiani, traduttori~25%~20%
62%Agenti di commercio~23%~19%
54%Commercio ambulante non alimentare~20%~16%
40%Bar, ristoranti, negozi, e-commerce~15%~12%

Regola pratica: per Gestione Separata al 15%, accantonatela percentuale del tuo coefficiente × 37,3% del fatturato. Esempio: coeff 67% → 67% × 37,3% ≈ 25%. Arrotonda leggermente verso l'alto per avere un margine di sicurezza. Per il primo anno (aliquota 5%), puoi accantonare circa 4–5 punti percentuali in meno.

Non conosci il tuo coefficiente ATECO? Scopri a quale gruppo appartiene la tua attività: Guida ai codici ATECO e coefficienti →

Riduzione contributi INPS del 35%: chi può richiederla

I contribuenti in regime forfettario iscritti alla Gestione Separata INPS possono richiedere una riduzione del 35% sull'aliquota contributiva in due casi specifici:

Come si calcolano i contributi con la riduzione

ScenarioAliquota ordinariaRiduzioneAliquota effettiva
Gestione Separata — senza altra copertura 26,23% 26,23%
Gestione Separata — pensionato o altra copertura 26,23% −35% 17,05%

Come si richiede la riduzione

  1. Accedi al portale INPS

    Vai su inps.it e accedi con SPID, CIE o CNS alla sezione "Gestione Separata".

  2. Compila il modello telematico

    Presenta la domanda di riduzione tramite il servizio online dedicato, allegando la documentazione che comprova il diritto (cedolino pensione o documento di iscrizione all'altra gestione).

  3. Rispetta i tempi

    La domanda va presentata entro il 28 febbraio dell'anno in cui si vuole applicare la riduzione (oppure entro 30 giorni dall'inizio attività, se si apre nel corso dell'anno).

  4. Versa l'importo ridotto

    Una volta accettata la domanda, le deleghe F24 vengono calcolate automaticamente con l'aliquota ridotta al 17,05%.

Attenzione: la riduzione del 35% abbassa i contributi versati ma riduce anche la futura pensione maturata dalla Gestione Separata. La convenienza va valutata considerando anche il lungo periodo, non solo il risparmio immediato. Se sei pensionato, la pensione esistente non si riduce: viene solo meno la contribuzione aggiuntiva futura.

Esempi pratici di calcolo contributi per categoria

Ecco tre esempi completi per le principali gestioni previdenziali, con fatturato di €40.000:

Esempio 1 — Sviluppatore web (Gestione Separata, coeff. 67%)
Fatturato€ 40.000
Reddito (67%)€ 26.800
Contributi GS (26,23%)− € 7.030
Imponibile fiscale€ 19.770
Imposta sostitutiva (15%)− € 2.966
Netto in tasca€ 30.004
Esempio 2 — Elettricista artigiano (INPS Artigiani, coeff. 67%)
Fatturato€ 40.000
Reddito (67%)€ 26.800
Contributo fisso− € 4.427
Quota variabile (24% su €8.385)− € 2.012
Contributi totali− € 6.439
Imponibile fiscale€ 20.361
Imposta sostitutiva (15%)− € 3.054
Netto in tasca€ 30.507
Esempio 3 — Avvocato (Cassa Forense ~19%, coeff. 78%)
Fatturato€ 40.000
Reddito (78%)€ 31.200
Contributi cassa (~19%)− € 5.928
Imponibile fiscale€ 25.272
Imposta sostitutiva (15%)− € 3.791
Netto in tasca€ 30.281

Confronto tra gestioni a parità di fatturato

Stesso fatturato (€50.000), stesso coefficiente ATECO (67%), aliquota 15%. Cambia solo la gestione previdenziale: ecco l'impatto sul netto finale.

GestioneContributiImposta sostitutivaTotale usciteNetto in tascaAliq. effettiva
Gestione Separata (26,23%) € 8.787 € 3.707 € 12.494 € 37.506 25,0%
Artigiani INPS (fisso + 24%) € 8.047 € 3.818 € 11.865 € 38.135 23,7%
Cassa professionale (~19%) € 6.365 € 4.070 € 10.435 € 39.565 20,9%

Reddito imponibile: €33.500 (50.000 × 67%). L'aliquota effettiva è calcolata come (contributi + imposta) / fatturato. Le casse professionali hanno aliquote variabili: il 19% è indicativo di ENPAM (medici) — per Cassa Forense o Inarcassa il netto può cambiare.

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Scadenze di pagamento dei contributi INPS nel 2026

Le scadenze dipendono dalla gestione previdenziale. Ecco il calendario completo per il 2026:

Gestione Separata INPS — scadenze acconti e saldo

I contributi della Gestione Separata seguono esattamente le stesse scadenze dell'imposta sostitutiva (modello F24):

30 giugno 2026
Saldo + 1° acconto
  • Saldo contributi anno 2025
  • 1° acconto 2026 (40% dei contributi 2025)
  • Saldo imposta sostitutiva 2025
  • 1° acconto imposta 2026 (40%)
31 luglio 2026
Proroga con maggiorazione
  • Stesse voci del 30 giugno
  • Maggiorazione +0,4% sull'importo
  • Utile se si ha liquidità ridotta a giugno
30 novembre 2026
2° acconto
  • 2° acconto contributi 2026 (60%)
  • 2° acconto imposta sostitutiva (60%)

Primo anno di attività: nel primo anno non si versano acconti (non esiste un'imposta dell'anno precedente come base di calcolo). Si paga solo il saldo entro il 30 giugno dell'anno successivo.

Artigiani e Commercianti — scadenze contributi fissi trimestrali

Il contributo fisso di Artigiani e Commercianti si versa in quattro rate trimestrali a prescindere dal reddito:

ScadenzaComponenteNote
16 maggio 20261ª rata contributo fisso (gen–mar)Modello F24, sezione INPS
20 agosto 20262ª rata contributo fisso (apr–giu)Modello F24, sezione INPS
16 novembre 20263ª rata contributo fisso (lug–set)Modello F24, sezione INPS
16 febbraio 20274ª rata contributo fisso (ott–dic)Modello F24, sezione INPS
30 giugno / 30 novembreQuota variabile sul reddito eccedente la sogliaStesso F24 del saldo/acconto imposta sostitutiva

Ravvedimento operoso: se si salta una scadenza, è possibile regolarizzarsi spontaneamente con sanzioni ridotte. Entro 14 giorni: 0,1% per giorno. Dal 15° al 30° giorno: 1,5%. Dal 31° al 90° giorno: 1,67%. Oltre 90 giorni: 3,75% + interessi legali. Meglio regolarizzare prima di ricevere comunicazioni ufficiali dell'INPS.

Domande frequenti sui contributi INPS nel regime forfettario

Quanto si paga di INPS con il regime forfettario?
Dipende dalla gestione previdenziale. Gestione Separata: 26,23% del reddito imponibile (fatturato × coefficiente ATECO). Artigiani: contributo fisso ~€4.427 + 24% sul reddito eccedente ~€18.415. Commercianti: contributo fisso ~€4.515 + 24,48% sul reddito eccedente. Casse professionali: tra il 12% e il 20% a seconda della categoria.
I contributi INPS si deducono nel regime forfettario?
Sì, integralmente. Nel forfettario i contributi previdenziali versati nell'anno (INPS o cassa professionale) sono deducibili al 100% dal reddito prima di calcolare l'imposta sostitutiva del 15% o 5%. Questa è l'unica deduzione ammessa nel regime forfettario: le spese reali non sono deducibili.
Cos'è la riduzione dei contributi INPS del 35%?
I contribuenti iscritti alla Gestione Separata INPS che sono già pensionati o già iscritti ad un'altra forma previdenziale obbligatoria possono richiedere una riduzione del 35% sull'aliquota contributiva, che passa dal 26,23% al 17,05%. La domanda si presenta telematicamente entro il 28 febbraio dell'anno. La riduzione abbassa i contributi ma anche la pensione futura maturata dalla Gestione Separata.
Quando si pagano i contributi INPS nel regime forfettario?
Per la Gestione Separata INPS: saldo + 1° acconto (40%) entro il 30 giugno (o 31 luglio con +0,4%), e 2° acconto (60%) entro il 30 novembre. Per Artigiani e Commercianti: il contributo fisso si versa in quattro rate trimestrali (16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio); la quota variabile segue le stesse scadenze della Gestione Separata.
I contributi INPS sono calcolati sul fatturato o sul reddito?
Sul reddito netto, non sul fatturato lordo. Il reddito netto si ottiene moltiplicando il fatturato per il coefficiente di redditività ATECO. Esempio: con €50.000 di fatturato e coefficiente 78%, il reddito è €39.000; i contributi al 26,23% sono €10.230, non €13.115.
La riduzione INPS del 35% vale anche per Artigiani e Commercianti?
No. La riduzione del 35% è prevista esclusivamente per i contribuenti iscritti alla Gestione Separata INPS. Artigiani e Commercianti hanno una struttura contributiva diversa (fisso + variabile) e non beneficiano di questa riduzione. In tutti i casi, comunque, i contributi versati sono deducibili integralmente dal reddito imponibile ai fini dell'imposta sostitutiva.
Chi è iscritto a una cassa professionale deve anche iscriversi alla Gestione Separata INPS?
No. Chi è obbligatoriamente iscritto a una cassa previdenziale privatizzata (Inarcassa, Cassa Forense, ENPAM, ecc.) è esonerato dall'iscrizione alla Gestione Separata INPS. I contributi vanno versati esclusivamente alla propria cassa con le relative aliquote.
Nel primo anno di attività si pagano subito i contributi INPS?
Per la Gestione Separata nel primo anno non si versano acconti: si paga solo il saldo entro il 30 giugno dell'anno successivo. Per Artigiani e Commercianti, invece, il contributo fisso trimestrale va versato fin dall'anno di avvio (scattano le rate trimestrali dal primo trimestre di attività). La riduzione del 35% va richiesta entro 30 giorni dall'inizio attività se il diritto sussiste già al momento dell'apertura.
Cosa succede se non pago i contributi INPS entro la scadenza?
Si applicano sanzioni e interessi. La sanzione ordinaria è del 30% dell'importo non versato. Con il ravvedimento operoso spontaneo si paga meno: 0,1% per giorno fino al 14° giorno, 1,5% dal 15° al 30° giorno, 1,67% fino al 90° giorno, 3,75% oltre. Gli interessi legali si aggiungono sempre. Conviene regolarizzarsi prima di ricevere comunicazioni da INPS o Agenzia delle Entrate.
I contributi INPS nel forfettario danno diritto alla pensione?
Sì. I contributi versati alla Gestione Separata INPS, alla gestione Artigiani/Commercianti o alla propria cassa professionale maturano sempre diritti pensionistici. Il sistema è contributivo: l'importo della futura pensione dipende da quanto si è versato nel tempo. Chi sceglie la riduzione del 35% (Gestione Separata) versa meno ma matura una pensione proporzionalmente inferiore dalla Gestione Separata.

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