Guida Completa 2026

Regime forfettario vs ordinario:
confronto completo 2026

Tasse, IVA, costi deducibili, adempimenti e 4 esempi pratici su chi paga meno. Tutto quello che devi sapere per scegliere il regime fiscale giusto per la tua Partita IVA.

Aggiornato maggio 2026 · Lettura: ~12 minuti

Risposta diretta

Il regime forfettario conviene nella maggior parte dei casi per chi ha ricavi sotto €85.000 e costi reali bassi: l'imposta fissa al 15% (o 5% nei primi 5 anni) è strutturalmente inferiore all'IRPEF progressiva del regime ordinario. Secondo la Legge n. 190/2014, art. 1 commi 54–89 (modificata dalla Legge di Bilancio 2023), il regime forfettario è accessibile a chi non supera €85.000 di ricavi e non ha redditi da lavoro dipendente superiori a €30.000. Il regime ordinario diventa conveniente quando i costi reali superano un certo break-even — che dipende dal coefficiente ATECO.

  • Forfettario: imposta 15% flat, no IVA, no costi deducibili, limite €85.000 di ricavi
  • Ordinario: IRPEF 23–43% progressiva, IVA detraibile, tutti i costi deducibili, nessun limite
  • Break-even tipico: il forfettario perde vantaggio quando i costi reali superano il 30–55% del fatturato (varia per coefficiente ATECO)
  • Primo anno: con aliquota al 5% il forfettario è quasi sempre la scelta migliore
15%
Imposta sostitutiva forfettario (5% primi 5 anni)
43%
Aliquota IRPEF massima nel regime ordinario
€85k
Limite ricavi annui per il regime forfettario
26,23%
Contributi INPS Gestione Separata (uguale in entrambi)

Differenze principali a colpo d'occhio

Forfettario e ordinario sono due sistemi di tassazione profondamente diversi. Il forfettario semplifica tutto — una sola aliquota, nessun registro IVA, nessun costo da tracciare. L'ordinario è più complesso ma più preciso: tassa il reddito reale, consente di scaricare tutte le spese e di recuperare l'IVA sugli acquisti.

CaratteristicaRegime ForfettarioRegime Ordinario
Imposta sul reddito 15% flat (5% primi 5 anni) 23% / 35% / 43% IRPEF progressiva
Addizionali regionali/comunali No Sì, ~1,73% media
Base imponibile Fatturato × coefficiente ATECO Fatturato − costi reali inerenti
Costi deducibili No (forfettizzati) Sì, tutti i costi inerenti all'attività
IVA Esente: non si addebita né si detrae Si addebita ai clienti e si detrae sugli acquisti
Contributi INPS Uguali (GS 26,23%, Artig., Comm.) Uguali (stessa struttura)
Detrazioni IRPEF No (carichi familiari, spese mediche, ecc.) Sì, tutte le detrazioni previste
Ritenuta d'acconto Non subita né applicata Subita dal committente (20%) se professionista
Registri contabili No Sì (contabilità semplificata o ordinaria)
Liquidazioni IVA No Sì (mensili o trimestrali)
Fatturazione elettronica Sì (obbligatoria dal 2024)
Limite ricavi annui €85.000 Nessun limite
Dipendenti / soci Alcune restrizioni di accesso Nessuna restrizione

Imposta: flat 15% vs IRPEF progressiva

La differenza più importante tra i due regimi è il meccanismo dell'imposta sul reddito.

Regime forfettario: imposta sostitutiva

Nel forfettario si paga un'unica imposta sostitutiva — sostitutiva di IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP. L'aliquota è:

La base di calcolo è il reddito forfettizzato: fatturato × coefficiente ATECO. Non si deducono i costi reali. L'unica deduzione ammessa è quella dei contributi previdenziali versati nell'anno.

Regime ordinario: IRPEF progressiva 2026

Nel regime ordinario si paga l'IRPEF con aliquote progressive per scaglioni, sulle quali si aggiungono le addizionali regionali e comunali:

Scaglione di redditoAliquota IRPEFImposta sullo scaglione
Fino a €28.00023%Max €6.440
Da €28.001 a €50.00035%Max €7.700
Oltre €50.00043%Sul reddito eccedente

A queste si aggiungono le addizionali regionali e comunali, che variano per Comune di residenza ma mediamente ammontano a circa 1,73% del reddito imponibile. Chi ha redditi nella fascia 35–43% arriva quindi a un'aliquota marginale effettiva del 37–45%.

Il confronto non è 15% vs 23%. Nel forfettario la base imponibile è il reddito forfettizzato (più alto del reddito reale se si hanno molti costi). Nel regime ordinario è il reddito reale (fatturato meno tutti i costi). Un'aliquota più bassa applicata su una base più alta può risultare in un'imposta totale maggiore.

IVA: esenzione nel forfettario vs detrazione nell'ordinario

Uno degli elementi più pratici del confronto riguarda l'IVA.

⚖️ Regime Forfettario
  • Non si addebita l'IVA ai clienti (fatture senza IVA)
  • Non si detrae l'IVA sugli acquisti e le spese
  • Nessuna liquidazione periodica IVA
  • Nessuna dichiarazione IVA annuale
  • Le fatture riportano la dicitura di esenzione ex art. 1 L. 190/2014
  • Vantaggio con clienti privati: il prezzo finale è più basso del 22%
📋 Regime Ordinario
  • Si addebita l'IVA ai clienti (solitamente 22%)
  • Si detrae l'IVA sugli acquisti inerenti all'attività
  • Liquidazioni IVA mensili o trimestrali (F24)
  • Dichiarazione IVA annuale entro aprile
  • L'IVA incassata non è un ricavo: transita come debito verso l'Erario
  • Vantaggio con clienti business: recuperano l'IVA e il prezzo netto è uguale

Quando l'esenzione IVA è uno svantaggio: se i tuoi clienti sono prevalentemente imprese con partita IVA, loro recuperano in ogni caso l'IVA detraendola. La tua esenzione non li avvantaggia. Anzi, tu non puoi recuperare l'IVA sulle tue spese (software, attrezzature, servizi): questo IVA indetraibile è un costo aggiuntivo rispetto al regime ordinario.

Costi deducibili e coefficiente ATECO: la chiave del confronto

Nel forfettario non si deducono i costi reali: al loro posto si applica il coefficiente di redditività ATECO, che determina quanta parte del fatturato è considerata "reddito" ai fini fiscali. Il complemento a 100 è la quota forfettizzata di costi implicitamente riconosciuta.

Coefficiente ATECOProfessioni tipiche% reddito imponibile"Costi" forfettizzati implici
86%Costruttori, agenti immobiliari86% del fatturato14%
78%Consulenti, avvocati, formatori78% del fatturato22%
67%Sviluppatori, designer, artigiani67% del fatturato33%
62%Agenti di commercio62% del fatturato38%
54%Commercio ambulante non alimentare54% del fatturato46%
40%Bar, ristoranti, negozi, e-commerce40% del fatturato60%

Se i tuoi costi reali sono inferiori alla quota forfettizzata implicita, il regime ordinario ti tasserebbe su un reddito più alto → il forfettario conviene. Se i tuoi costi reali sono superiori, il regime ordinario riduce di più la base imponibile → l'ordinario potrebbe convenire.

Non sai qual è il tuo coefficiente ATECO? Consulta la guida completa ai codici ATECO →

Adempimenti e burocrazia: il carico amministrativo

Uno dei vantaggi concreti del forfettario è la drastica riduzione degli adempimenti fiscali.

⚖️ Regime Forfettario — adempimenti
  • Fatturazione elettronica obbligatoria (SDI)
  • Nessun registro IVA, nessuna liquidazione periodica
  • Nessuna dichiarazione IVA annuale
  • Dichiarazione dei redditi (quadro LM del Redditi PF)
  • Modello F24 per imposta sostitutiva e contributi INPS
  • Nessuna ritenuta d'acconto da versare o subire
  • Nessun registro delle fatture emesse/ricevute
  • Costo commercialista tipico: €400–800/anno
📋 Regime Ordinario — adempimenti
  • Fatturazione elettronica obbligatoria (SDI)
  • Registro IVA vendite e acquisti
  • Liquidazioni IVA mensili o trimestrali (F24)
  • Dichiarazione IVA annuale (entro aprile)
  • Dichiarazione dei redditi (quadro RE o RG)
  • Gestione ritenute d'acconto (certificazioni, versamenti)
  • Contabilità semplificata o ordinaria a seconda del volume
  • Costo commercialista tipico: €1.000–2.500/anno

Requisiti di accesso al regime forfettario

Il regime forfettario non è aperto a tutti. Per accedervi (e mantenerlo) occorre rispettare i seguenti requisiti:

Requisiti di accesso

Cause di esclusione

Il regime ordinario non ha requisiti di accesso. È aperto a tutti i titolari di partita IVA che non rientrano nel forfettario o che scelgono volontariamente di non avvalersene. Chi supera €85.000 di ricavi nel forfettario passa automaticamente all'ordinario dall'anno successivo (o immediatamente se supera €100.000).

Quando conviene il regime forfettario

Il forfettario conviene tipicamente se: hai costi reali bassi rispetto al tuo coefficiente ATECO, lavori principalmente con clienti privati (l'esenzione IVA abbassa il tuo prezzo finale), sei nel primo anno di attività (aliquota al 5%), vuoi ridurre al minimo la burocrazia, oppure il tuo reddito totale è già in fascia IRPEF alta come dipendente.

Quando conviene il regime ordinario

Il regime ordinario conviene tipicamente se: hai costi reali significativamente superiori alla quota forfettizzata implicita del tuo coefficiente ATECO, vuoi crescere oltre €85.000 di fatturato, hai clienti business che recuperano l'IVA (e tu hai spese IVA-rilevanti da detrarre), o vuoi beneficiare delle detrazioni IRPEF per carichi familiari, mutuo, spese sanitarie.

4 esempi pratici a confronto (€50.000 di fatturato)

Per ogni profilo calcoliamo il netto in tasca in entrambi i regimi, con fatturato di €50.000, aliquota forfettario 15%, INPS Gestione Separata 26,23%, IRPEF 2026 e addizionali medie 1,73%.

Esempio 1 — Consulente IT (coeff. 78%, costi reali 15%)

⚖️ Regime Forfettario
Fatturato€ 50.000
Reddito (78%)€ 39.000
INPS GS (26,23%)− € 10.230
Imponibile fiscale€ 28.770
Imposta sostitutiva (15%)− € 4.316
Netto in tasca€ 35.454
📋 Regime Ordinario
Fatturato€ 50.000
Costi reali (15%)− € 7.500
Reddito lordo€ 42.500
INPS GS (26,23%)− € 11.148
Imponibile IRPEF€ 31.352
IRPEF + addizionali− € 8.155
Netto in tasca€ 23.197
✅ Vince il forfettario: +€12.257 netti (+52,8%)

Esempio 2 — Fotografo / Designer (coeff. 67%, costi reali 40%)

⚖️ Regime Forfettario
Fatturato€ 50.000
Reddito (67%)€ 33.500
INPS GS (26,23%)− € 8.787
Imponibile fiscale€ 24.713
Imposta sostitutiva (15%)− € 3.707
Netto in tasca€ 37.506
📋 Regime Ordinario
Fatturato€ 50.000
Costi reali (40%)− € 20.000
Reddito lordo€ 30.000
INPS GS (26,23%)− € 7.869
Imponibile IRPEF€ 22.131
IRPEF + addizionali− € 5.473
Netto in tasca€ 16.658
✅ Vince il forfettario: +€20.848 netti. I costi reali (40%) sono superiori alla quota forfettizzata (33%), ma l'IRPEF progressiva pesa di più

Esempio 3 — Ristoratore (coeff. 40%, costi reali 55%)

⚖️ Regime Forfettario
Fatturato€ 50.000
Reddito (40%)€ 20.000
INPS GS (26,23%)− € 5.246
Imponibile fiscale€ 14.754
Imposta sostitutiva (15%)− € 2.213
Netto in tasca€ 42.541
📋 Regime Ordinario
Fatturato€ 50.000
Costi reali (55%)− € 27.500
Reddito lordo€ 22.500
INPS GS (26,23%)− € 5.902
Imponibile IRPEF€ 16.598
IRPEF + addizionali− € 4.104
Netto in tasca€ 12.494
✅ Vince il forfettario: +€30.047 netti. I costi reali (55%) sono inferiori alla soglia critica del coeff. 40% (~67%)

Esempio 4 — Agente immobiliare (coeff. 86%, costi reali 30%)

⚖️ Regime Forfettario
Fatturato€ 50.000
Reddito (86%)€ 43.000
INPS GS (26,23%)− € 11.279
Imponibile fiscale€ 31.721
Imposta sostitutiva (15%)− € 4.758
Netto in tasca€ 33.963
📋 Regime Ordinario
Fatturato€ 50.000
Costi reali (30%)− € 15.000
Reddito lordo€ 35.000
INPS GS (26,23%)− € 9.181
Imponibile IRPEF€ 25.819
IRPEF + addizionali− € 6.385
Netto in tasca€ 19.434
⚠️ Vince il regime ordinario: +€1.471 netti. Con coeff. 86%, se i costi reali superano il 14% forfettizzato, l'ordinario inizia a recuperare terreno

Nota metodologica: tutti gli esempi usano INPS Gestione Separata 26,23%, aliquota forfettaria 15%, IRPEF 2026 (23% fino a €28k, 35% da €28k a €50k, 43% oltre), addizionali medie 1,73%. Non considera eventuali detrazioni IRPEF (figli, mutuo, ecc.) che nel regime ordinario ridurrebbero l'imposta.

Analisi break-even: a quale percentuale di costi cambia la convenienza?

Il break-even è la percentuale di costi reali sul fatturato oltre la quale il regime ordinario diventa più conveniente del forfettario. Dipende dal coefficiente ATECO e dal livello di reddito (che determina l'aliquota IRPEF marginale).

La tabella seguente mostra il break-even indicativo per un professionista con fatturato di €50.000, aliquota forfettaria 15%, INPS Gestione Separata:

Coefficiente ATECOProfessioni tipicheBreak-even costi realiSotto la sogliaSopra la soglia
86% Costruttori, agenti imm. ~28% del fatturato Forfettario Ordinario
78% Consulenti, avvocati ~35% del fatturato Forfettario Ordinario
67% Designer, sviluppatori ~44% del fatturato Forfettario Ordinario
62% Agenti di commercio ~49% del fatturato Forfettario Ordinario
54% Comm. ambulante non alim. ~55% del fatturato Forfettario Ordinario
40% Bar, ristoranti, negozi ~67% del fatturato Forfettario Ordinario

Come usare questa tabella: stima i tuoi costi reali annui (fornitori, affitti, software, dipendenti, ecc.) come percentuale del fatturato. Se sono sotto la soglia del tuo coefficiente → il forfettario ti conviene. Se sono sopra → valuta il regime ordinario. I valori sono indicativi: il break-even preciso dipende dal livello di fatturato (che determina l'aliquota marginale IRPEF) e dalla presenza di detrazioni.

Regola pratica: la grande maggioranza dei professionisti italiani con partita IVA ha costi reali inferiori al break-even del proprio coefficiente. Il forfettario conviene nella maggior parte dei casi reali. L'eccezione principale riguarda attività con costi strutturalmente alti: ristorazione con molti dipendenti, commercio con ampi approvvigionamenti, attività con investimenti elevati in attrezzature.

Come cambiare regime fiscale

Da forfettario a ordinario

Il passaggio dal forfettario al regime ordinario avviene in due modi:

  1. Automaticamente per superamento soglia

    Se superi €85.000 di ricavi nell'anno, esci dal forfettario dall'anno successivo. Se superi €100.000, esci immediatamente nell'anno stesso e devi applicare l'IVA su tutte le fatture di quell'anno.

  2. Per opzione volontaria

    Puoi scegliere il regime ordinario pur avendo i requisiti per il forfettario. L'opzione si esercita nella prima dichiarazione dei redditi utile (comportamento concludente). Una volta esercitata, vincola per almeno un triennio.

  3. Apertura dei registri IVA e contabili

    Dall'inizio del primo anno in regime ordinario devi aprire i registri IVA, iniziare ad applicare l'IVA sulle fatture e predisporre la contabilità. Si consiglia di avvisare i clienti abituali con anticipo.

Da ordinario a forfettario

  1. Verifica i requisiti di accesso

    Controlla di soddisfare tutti i requisiti: ricavi dell'anno precedente ≤ €85.000, spese per lavoro ≤ €20.000, nessuna partecipazione in società incompatibile, nessuna delle altre cause ostative.

  2. Il passaggio è automatico se si possiedono i requisiti

    Non occorre presentare domanda. Se nell'anno precedente soddisfacevi tutti i requisiti, dal 1° gennaio dell'anno successivo puoi applicare il regime forfettario. Lo comunichi nella dichiarazione dei redditi.

  3. Chiudi i registri IVA e smetti di addebitare l'IVA

    Dall'inizio dell'anno in forfettario non addebiti più l'IVA. Attenzione alle fatture con IVA emesse a cavallo d'anno e agli eventuali crediti IVA pregressi (non recuperabili nel forfettario).

Vuoi calcolare quanto pagheresti in entrambi i regimi con il tuo fatturato? Usa il calcolatore gratuito →

Domande frequenti

Qual è la differenza principale tra regime forfettario e regime ordinario?
La differenza principale è il meccanismo di tassazione. Nel forfettario si paga un'unica imposta sostitutiva del 15% (5% nei primi 5 anni) calcolata sul reddito forfettizzato (fatturato × coefficiente ATECO), senza poter dedurre i costi reali. Nel regime ordinario si paga l'IRPEF progressiva (23%, 35%, 43%) sul reddito netto reale (fatturato meno tutti i costi inerenti), con piena deducibilità delle spese e detraibilità dell'IVA.
Il regime forfettario conviene sempre?
No. Il forfettario conviene quando i costi reali dell'attività sono bassi rispetto al coefficiente ATECO. Conviene meno — o non conviene — quando si hanno costi molto elevati (fornitori, dipendenti, attrezzature), quando si vuole crescere oltre €85.000 di ricavi, o quando ci sono detrazioni IRPEF rilevanti (mutuo, figli, spese sanitarie) che nel forfettario non si possono utilizzare.
Posso scegliere il regime ordinario anche se ho i requisiti per il forfettario?
Sì. Il regime forfettario è opzionale: si è automaticamente inclusi se si possiedono i requisiti, ma si può optare per il regime ordinario. L'opzione si esercita con il comportamento concludente nella prima dichiarazione dei redditi utile. Una volta optato per l'ordinario, si è vincolati per almeno un triennio.
Nel regime ordinario è obbligatorio il commercialista?
Non è obbligatorio per legge, ma in pratica è quasi indispensabile. Il regime ordinario richiede: registri contabili, liquidazioni IVA periodiche, gestione ritenute d'acconto, compilazione del quadro RE o RG nella dichiarazione dei redditi. La complessità è molto superiore al forfettario, dove molti gestiscono tutto autonomamente o con commercialisti specializzati meno costosi.
Cosa succede se supero €85.000 di ricavi nel regime forfettario?
Se superi €85.000 nell'anno in corso, esci dal forfettario dall'anno successivo. Se superi €100.000 in un singolo anno, esci immediatamente — già dall'anno stesso — e devi applicare l'IVA su tutte le fatture di quell'anno (incluse quelle già emesse senza IVA). La soglia dei €100.000 è quindi una soglia di uscita immediata che crea complicazioni: conviene pianificare con anticipo.
Nel regime forfettario si paga l'IVA?
No: nel regime forfettario sei esente IVA. Non addebiti l'IVA nelle tue fatture e non hai diritto alla detrazione dell'IVA sugli acquisti. Questo è un vantaggio se i tuoi clienti sono privati (il prezzo finale è più basso del 22% rispetto a un concorrente in regime ordinario), ma uno svantaggio se vendi prevalentemente a imprese (che recupererebbero l'IVA comunque) e hai spese significative con IVA.
Come si calcola il punto di break-even tra i due regimi?
Il break-even dipende dal coefficiente ATECO. Per coeff. 78%: se i costi reali superano circa il 35% del fatturato il regime ordinario inizia a convenire. Per coeff. 67%: intorno al 44%. Per coeff. 40%: intorno al 67%. Questi valori sono indicativi e variano con il livello di fatturato (che determina l'aliquota IRPEF marginale) e con la presenza di detrazioni IRPEF nel regime ordinario.
Con redditi alti conviene il forfettario o l'ordinario?
Sotto €85.000 di ricavi, anche con redditi alti il forfettario tende a convenire per chi ha pochi costi: il 15% flat è strutturalmente inferiore alla fascia IRPEF del 35-43%. La convenienza si riduce per chi ha costi reali elevati. Sopra €85.000 il forfettario non è più accessibile e si passa obbligatoriamente all'ordinario.
Come si passa dal regime forfettario al regime ordinario?
Automaticamente se si superano €85.000 di ricavi (dall'anno successivo) o €100.000 (nell'anno stesso). Per opzione volontaria, con comportamento concludente nella prima dichiarazione dei redditi utile. Dall'anno del passaggio si inizia ad applicare l'IVA, si aprono i registri contabili e si passa all'IRPEF progressiva. Il passaggio inverso (da ordinario a forfettario) è possibile se si riacquisiscono i requisiti nell'anno precedente.
Nel primo anno di attività conviene il regime forfettario?
Per la stragrande maggioranza dei nuovi professionisti sì, per tre motivi: (1) aliquota al 5% invece del 15%; (2) nessun adempimento IVA né registri contabili; (3) nessun acconto nel primo anno — si paga solo il saldo entro il 30 giugno dell'anno successivo. Il regime ordinario conviene dal primo anno solo se si prevedono investimenti iniziali molto elevati con IVA da recuperare o costi reali che superano il break-even del proprio coefficiente.

Fonti normative di riferimento

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